Politica

Meloni sindaco di Roma? Sì, no, forse

Toti e Salvini lanciano Giorgia che però prende tempo. Così esce il nome della Sbai

Mentre Papa Francesco sbugiarda in mondovisione Ignazio Marino provocando nell’ennesimo imbarazzo al Campidoglio e al Pd, il centrodestra è sempre più convinto che a Roma la situazione possa precipitare ancora. Per questo si avverte l’esigenza di farsi trovare pronti, con un candidato forte e autorevole pronto a scendere in campo. In cima alla lista dei desideri c’è sempre Giorgia Meloni. Nel week-end Giovanni Toti (FI) e Matteo Salvini (Lega) sono tornati a sollecitarne la discesa in campo per il Campidoglio. «A Roma si voterà il prima possibile, spero. Marino è assolutamente inadatto a fare il sindaco. Giorgia Meloni a Roma meglio di Marino di sicuro farebbe...», le parole di Salvini. Toti ha aggiunto: «Personalmente Giorgia, che oltre a essere un’amica e un’alleata politica, a me andrebbe benissimo, dopo di che è chiaro che non decido io ma il partito». Lei, per il momento, nicchia: «Me state a mette in mezzo. Tecnicamente si chiama trappolone». Salvo poi aggiungere: «Vorrei tanto che il prossimo sindaco fosse romano, perché se questa città non l’hai vissuta non la puoi capire fino in fondo. Vedo tante persone che se ne occupano e romane non sono. Roma ha un bisogno disperato di recuperare orgoglio di sé. Roma è stata infangata, a torto o ragione negli ultimi anni. Indipendentemente dal partito che lo candida spero sia un romano perché i romani non hanno bisogno di farsi mandare gente da fuori». Nel frattempo si fa avanti la candidatura di Souad Sbai. L’endorsement dell’ex parlamentare oggi in Noi con Salvini è dello stesso segretario leghista: «Un nome che non mi dispiacerebbe per guidare Roma è quello di Souad Sbai, parlamentare che si occupa dei diritti delle donne e lotta contro la violenza islamica da anni». La diretta interessata è pronta alla sfida: «Accetto l’investitura di Matteo e comincio subito a lavorare. Siamo amici da anni e tra noi c’è una stima fortissima, condividiamo tutto soprattutto su immigrazione e sicurezza. Sono a Roma da 35 anni, da quando ne avevo 19, la conosco, la vivo, ho vissuto più qui che altrove. È una sfida affascinante, Roma ha bisogno di essere amministrata di nuovo dal centrodestra. È una città abbandonata, morta, che oltre al calcio non offre nulla». E Alfio Marchini? Abbandonato da Toti («Si è candidato praticamente a tutto»), da Fratelli d’Italia e da Salvini, è sostenuto principalmente dal senatore Ncd Andrea Augello e dall’area di FI vicina ad Antonio Tajani. Ma le sue quotazioni sono in nett ribasso.

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