Politica

Riforme, Boschi ora frena: «Non è una passeggiata di salute»

Gianni Di Capua Per la prima volta Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e «divulgatrice» del pensiero renziano, abbandona l’aria di sicurezza assoluta sull’approvazione del ddl costituzionale...

Poi l’affondo polemico proprio sul senatore della Lega: «L'autore degli emendamenti alle riforme è lo stesso della legge elettorale incostituzionale. Forse è meglio se scrive gli emendamenti invece di una legge elettorale». E a proposito dell’Italicum Maria Elena Boschi ha escluso modifiche. Almeno per il momento. «C'è una coerenza da rispettare. L'abbiamo votata 4 mesi fa. E siccome ci abbiamo messo "solo" 10 anni a trovare un accordo sulla legge elettorale». Apertura invece sulle Unioni civili che potrebbero arrivare in aula alla Camera subito dopo l’approvazione del ddl costituzionale: «Se rispettiamo il tempo del 13 ottobre per votare le riforme abbiamo due giorni quanto meno per provare a portare in aula le Unioni civili, prima della sessione di bilancio che inizia il 15 ottobre dal Senato. Quasi certamente non riusciremo ad approvare la legge sulle Unioni civili in due giorni, ma almeno possiamo provare a portarle in aula, un passo in avanti importante». «Per l'approvazione entro l'anno vediamo – ha concluso – l'ostruzionismo sulle riforme ha fatto slittare tutti i tempi e arriviamo ad affrontare le unioni civili con ritardo». Ipotesi che ha fatto andare su tutte le furie il deputato di Ap-Ncd Carlo Giovanardi: «Non so se il ministro Boschi si renda conto di quanto sia grottesca e offensiva, per il Parlamento e per il paese, la sua proposta di infilare in Aula le Unioni civili, senza relatore e senza conclusione dei lavori in commissione Giustizia, tra il giorno 13 ottobre, data di votazione della riforma Costituzionale, e il giorno 15, data di inizio della sessione di bilancio».

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