Oltre ai rifondatori di Alleanza nazionale e ai sostenitori della Fondazione come esclusivo soggetto culturale, c’è una terza anima che riafferma invece la necessità di nuove regole di funzionamento per garantire la partecipazione e la democrazia interna. Una mozione con questo obiettivo fuori dai giochi, è stata presentata da Nicola Bono, ex parlamentare e già sottosegretario alla Cultura. «Finalmente - ha spiegato Bono - dopo mesi di annunci, è arrivata la convocazione per l’Assemblea Generale dei soci della Fondazione Alleanza Nazionale, ma l’ordine del giorno non comprende i punti relativi alle modifiche statutarie approvate con la mozione presentata nel corso dell’Assemblea Generale del 14 dicembre del 2013 e che fu accolta dal presidente Franco Mugnai». Da qui l’elaborazione di un documento che differenzia i poteri degli organi di gestione, finora accentrati tra consiglio di amministrazione e «gruppo dei cento promotori». Per questo è convocata una preassemblea a Roma il 2 ottobre, al fine di raccogliere ulteriori adesioni ed elementi di riflessione tecnico-organizzativi. «Dietro questa mozione - ha specificato ancora Bono - non c’è alcuna occasione di personale proselitismo o partecipazione a "conte" virtuali, né di ricerca di visibilità sugli organi di informazione». Oltre a chiedere la codificazione dei poteri dell’assemblea, finora marginalizzata secondo Bono, si auspica la costituzione di «un comitato operativo ristretto e concordato di iscritti con il preciso compito di garantire la trasparenza e correttezza delle varie operazioni di raccolta, catalogazione e presentazione di tutte gli emendamenti depositati, al fine di rendere più chiara e comprensibile la decisione da assumere da parte dei soci in merito ad ogni singolo voto su ogni proposta di modifica in discussione». «Il rispetto degli iscritti e della loro volontà - ha concluso Bono - passa anche dalla discussione della nostra mozione-ordine del giorno, al fine di evitare la prosecuzione di una gestione oligarchica della Fondazione».
«Ora servono nuove regole» L’ira dell’ex sottosegretario
Oltre ai rifondatori di Alleanza nazionale e ai sostenitori della Fondazione come esclusivo soggetto culturale, c’è una terza anima che riafferma invece la necessità di nuove regole di funzionamento...
