I crolli in borsa non saranno le uniche preoccupazioni dei tedeschi della Volkswagen sullo scandalo provocato truccando i dati sulle emissioni dei gas di scarico che ha interessato ben 11 milioni di veicoli diesel. Dopo l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta sul caso da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per testare il coinvolgimento delle autovetture italiane, è partita, già prima di conoscere i riscontri ufficiali, la mobilitazione delle associazioni dei consumatori a tutela degli automobilisti. «Una volta che sapremo quante persone sono state truffate nel nostro Paese lanceremo una class action a cui potranno aderire tutti coloro che vorranno richiedere l’indennizzo rispetto alla pratica commerciale scorretta. Probabilmente lo faremo anche insieme ad altri soggetti, parliamo di una causa collettiva», anticipa il Presidente di Adiconsum Pietro Giordano, aggiungendo: «Chiederemo anche l’intervento del governo per verificare se sia possibile ottenere che le Autorità in materia riescano a controllare le dichiarazioni rese dalle aziende automobilistiche, perché qui non controlla niente nessuno». «Al di là delle verifiche nel nostro Paese, per essere realmente incisivi e determinare reali benefici per l'ambiente, è indispensabile una strategia europea. Per questo, stiamo concertando con le altre associazioni europee con cui siamo in rete una piattaforma di richieste da presentare all'UE per far sì che l'Europa si distingua per il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini. E, nel caso di eventuali accertamenti di violazioni delle norme sull'ambiente anche in Italia, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative del caso, sia sul piano politico che su quello legale», puntualizzano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Il Codacons ha persino iniziato a raccogliere «da oggi (ieri, ndr) le pre-adesioni degli automobilisti ad una class ation contro Volkswagen». «In attesa che le indagini avviate dalle Autorità competenti e dal Ministero dei Trasporti ci dicano se anche le automobili Volkswagen vendute in Italia abbiano subito la falsificazione dei dati relativi alle emissioni, abbiamo deciso di studiare una class action da avviare direttamente negli Stati Uniti a tutela dei clienti della casa automobilistica per l’inganno perpetrato, la grave violazione delle norme e le conseguenze sul piano ambientale. La buona fede dei clienti Volkswagen è stata profondamente lesa e inestimabile potrebbe essere il danno all’ambiente derivante dalla falsificazione», spiega il Presidente Carlo Rienzi. A sollecitare, con lettera formale, il Ministro Delrio «ad attivarsi nei confronti della Motorizzazione Civile tedesca che emette i certificati europei di omologazione per le auto della casa produttrice Volkswagen, affinché verifichi se non ci siano state anche in Europa, e quindi con effetti diretti su tutte le auto vendute in Italia, manipolazioni dei dati in fase di omologazione» è stata ieri, poi, anche Altroconsumo, che ha già portato Volkswagen in Tribunale a Venezia. Nel settembre 2014, insieme alle altre organizzazioni di consumatori indipendenti in Europa, ha denunciato la prassi delle case automobilistiche, in testa proprio Volkswagen, diffidandole presso le sedi competenti. L’udienza per valutare l’ammissibilità della class action si terrà il 2 ottobre. «Le nuove sconcertanti rilevazioni provenienti dagli Stati Uniti confermano come sia giunta ormai l'ora di adottare finalmente in tutta Europa il nuovo ciclo di omologazione delle auto per misurare in modo più efficace emissioni e consumi. Nel frattempo, le Autorità amministrative e giudiziarie in Italia e in Europa dovrebbero farsi parte attiva - così come accade in Usa - per tutelare in massima parte i diritti degli utenti rispetto ad inganni e distorsioni del mercato», chiosa il responsabile relazioni esterne dell’associazione Marco Pierani.
E i consumatori preparano la class action
Associazioni sul piede di guerra
