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Politica

La confessione

«Pronto a morire per la bandiera nera Ma ho capito di aver sbagliato»

«Per la bandiera nera ero pronto a qualsiasi cosa, anche al martirio. Mi sarei fatto uccidere, ma ora ho capito di avere sbagliato». Così un militante dell'Isis, catturato dai peshmerga curdi, ha parlato per la prima volta davanti alle telecamere. L'intervista di Massimo Giletti, che ha realizzato un reportage in Kurdistan è stata trasmessa ieri nel corso del programma «Aspettando l'Arena» su Rai1. L'uomo ha raccontato di aver combattuto per quattro mesi con l'Isis: «Un mio amico mi ha convinto ad arruolarmi, non l'ho fatto per soldi, ma per un'idea. E non ho mai tagliato teste, ho solo combattuto. Pensavo che la bandiera nera fosse sacra e che dovevo fare di tutto per farla trionfare». Giletti ha anche incontrato il Vescovo di Erbil. Per monsignor Bashar Warda «l'Isis è un cancro che va estirpato con un'azione militare e non con le parole». Nel corso della puntata sono state mostrate anche le immagini del campo profughi di Erbil, oltre alle operazioni di addestramento dei peshmerga curdi da parte dei militari italiani impegnati in quella zona.

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