Politica

"Una poltrona per me? Non è vero, ma potremmo entrare nel governo"

Parla la Senatrice Eva Longo

Senatrice Eva Longo, sul ddl Boschi ci sarà la prova di forza dei verdiniani? «L’abbiamo già dimostrato col voto sul calendario. Questa comunque non è una prova è forza. È un dato politico».     Che tema è per voi questo del Senato? «È fondamentale approvare la riforma. Forza Italia un anno fa ha votato il ddl, io fui una dei pochi a non farlo. Lo ha fatto convintamente col patto del Nazareno, ritenendo necessario superare il bicameralismo. Oggi ci ritroviamo nella stessa posizione di un anno fa: sta a Forza Italia dimostrare il contrario».     Vi sentite i nuovi «responsabili»? «Non siamo stampella di nessuno e non c’è nessun patto di poltrone. Abbiamo il dovere di portare avanti un progetto riformatore e laddove Renzi lo porta avanti noi ci siamo. L’Italia ha bisogno di ripartire. Anche con l’abolizione di tanti enti inutili».     Renzi a un certo punto ha pensato di abolirlo il Senato. «Non è un ente inutile. Avrei preferito un Senato con meno parlamentari, competenze diverse ed eletto. Ma poiché c’è un braccio di ferro nel Pd, tra chi si definisce di sinistra ma di fatto è conservatore e chi vuole proseguire nel processo riformatore, io sostengo questa misura».     Eppure si parla di una presidenza di Commissione per lei. «Non c’è alcun patto, solo volontà riformatrice. Laddove invece ci dovesse essere uno sviluppo politico diverso, alla luce del sole, il gruppo deciderà forma e maniera di appoggiare o meno Renzi».     In che senso «sviluppo politico»? «Se davvero ci dovesse essere il braccio di ferro all’interno del Pd è ovvio che cambia la maggioranza. Ed è ovvio che noi, che siamo centristi e liberali, con un progetto del genere ci saremmo».     Entrereste in un eventuale nuovo governo Renzi? «Se fosse riformista sì».

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