Paolo Naccarato, senatore di Gal, lei ha commentato come «nei momenti cruciali gli Stabilizzatori crescono al Senato». Li prende in giro? «No. Ho sempre lavorato in maniera seria affinché si ampliasse la maggioranza. Vedo che a un certo punto sono nati questi "stabilizzatori", ossia singoli senatori che - senza trattare alcunché con il governo - si sono ritrovati nell’esigenza di assicurare alla stagione delle riforme il proprio appoggio. Naturalmente altri colleghi, a parte me e alcuni altri che votiamo la fiducia a Renzi da sempre, si appalesano nei momenti più importanti e decisivi. Li chiamo "stabilizzatori"». Dice anche: «Se continua così, per entrare in maggioranza bisognerà accontentarsi solo di posti in piedi!». «È una battuta. Se qualcuno pensa di avvicinarsi alla maggioranza per diventare ministro, viceministro o presidente di commissione, forse è intempestivo». C’è qualcuno che lo ha anticipato? «Non esattamente. Gli stabilizzatori veri sono senatori che votano a favore del governo perché privilegiano l’interesse nazionale: oggi questo coincide con l’assicurare al governo un percorso riformista senza sussulti. Sono stabilizzatori che nell’orizzonte del 2018, avendo preso alla lettera l’impegno di Renzi di arrivare con le riforme al completamento della legislatura, in cambio di "nulla" voteranno le riforme del governo e, come nel mio caso, anche la fiducia». All’epoca di Berlusconi ci furono polemiche a non finire. Due pesi e due misure? «Questo ognuno lo valuta come ritiene. Credo che il tratto distintivo delle due fasi stia proprio nelle "contropartite". Se la lettura del passato, rispetto ai Responsabili, ha avuto un’interpretazione "mercantile" e invece in questa legislatura non è così una differenza ci sarà pure. O no?».
"Il vero stabilizzatore non chiede strapuntini e vuole il bene del Paese"
Parla Paolo Naccarato, senatore di Gal
