Erano molti gli analisti politici che, dopo l'exploit del 2013, scommettevano su un declino - lento ma inarrestabile - del Movimento Cinque Stelle. Dopo un lungo periodo di flessione, però, i cosiddetti grillini sono tornati a crescere prepotentemente. Tanto che oggi quasi tutti gli istituti di ricerca piazzano il M5S su livelli molto vicini a quelli raggiunti alle ultime elezioni politiche. Non fa eccezione l’ultimo sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche per «Il Tempo», in cui il partito fondato da Grillo e Casaleggio cresce di mezzo punto percentuale rispetto a una settimana fa e raggiunge il 24,3%. Praticamente a un passo dal 25,5% raggiunto (alla Camera) nel febbraio 2013. Mentre il M5S accelera, qualche segnale di rallentamento arriva dalla Lega Nord che perde lo 0,3% e arretra al 15,4%, rimanendo comunque - nettamente - il primo partito della coalizione che eravamo abituati a chiamare «centrodestra». I voti in uscita dal Carroccio restano comunque nelle vicinanze, perché nel sondaggio di Datamedia Ricerche crescono di un punto decimale Fratelli d'Italia (3,9%), Forza Italia (11,4%) e Alleanza Popolare, il rassemblement tra Nuovo CentroDestra e Unione di Centro (2,6%). Le polemiche sui flussi migratori, dunque, che a lungo hanno spinto verso l’alto la Lega Nord, sembrano nell’ultima settimana aver danneggiato (anche se solo marginalmente) l'immagine del partito di Salvini. Immobile, invece, malgrado i sommovimenti interni, il Partito democratico, che resta al 32,8%, sempre molto distante dallo straordinario risultato (40,8%) ottenuto alle ultime elezioni europee. E immobile, con un mediocre 32%, anche la fiducia degli italiani nei confronti di Matteo Renzi, che sembra aver perso (definitivamente?) la sua capacità di attrarre la simpatia degli elettori esterni al proprio partito. Leggermente in ripresa, infine, Sinistra Ecologia e Libertà, che guadagna lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e si porta al 3,8%.
I grillini a un punto dall’exploit del 2013. Rallenta la Lega
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