Politica

Riforme, Matteo punta sul soccorso azzurro

Il governo fa muro: "Nessuna modifica sull'elettività dei senatori". E il premier chiude a Ncd anche sull'Italicum

Per ora non si cambia il comma 5 dell’art. 2 del pacchetto costituzionale e si inserisce il principio dell’elezione dei senatori nell’articolo 35 (sugli emolumenti dei consiglieri regionali e sulla parità di genere), rimandando la questione delle modalità a una legge ordinaria e specificando che la scelta dei nuovi componenti di palazzo Madama dovrà essere contestuale alle elezioni delle singoli regioni. È questa la strada che intende perseguire il governo sul pacchetto costituzionale. Naturalmente si aspetterà il pronunciamento del presidente Pietro Grasso e si considera la necessità che il comma modificato alla Camera debba cambiare, ma il cuore della riforma - ovvero il resto dell’articolo 2 - non può essere toccato. «Si continua ad aggirare il problema - spiegano però dalla minoranza Pd - noi esigiamo chiarezza. Sulla Costituzione non si può scherzare». Il premier, da questo punto di vista, sembra tranquillo. Parte della minoranza cederà - è il pensiero di Renzi - e quei 10-12 che dovessero votare contro saranno compensati dai verdiniani e da qualche «scontento» di Forza Italia. Per ora quindi nel Pd sul punto più controverso resta la distanza. Nella serata di ieri è tornato a intervenire Matteo Renzi: sull’emendabilità dell’art. 2 «decide il presidente Grasso. Io - ha spiegato - mi aspetto che la riforma passi. Per me il punto chiave è che si arrivi al Senato delle autonomie, già votato in doppia conforme, e si facciano risparmi, come si possa cambiare idea per la terza volta è un problema che riguarda il presidente del Senato». La maggioranza, come prova dell’intangibilità dell’articolo 2, cita l’intervista del costituzionalista Barbera al Corriere ma anche lo studio del gruppo Astrid presieduto da Franco Bassanini. La proposta avanzata da una decina di di professori di diritto costituzionale invita a intervenire sull'articolo 35 del ddl che riscrive il primo comma dell’articolo 122 della Costituzione. Per l’esecutivo è questa la strada da seguire. Anche sulla legge elettorale l’esecutivo fa muro: «È un capitolo chiuso, gli alleati saranno leali. I numeri ci saranno», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E sui distinguo di Ncd Renzi ha replicato: «L’Italicum lo hanno votato anche loro cinque mesi fa. Si chieda a loro perché hanno cambiato idea».

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