Politica

La scuola italiana è "povertà educativa"

Save the Children: livello di studio insufficiente, il 48% dei ragazzi non ha letto un libro LEGGI ANCHE A Roma arrivano 11mila sedie

Povera Scuola. Il 54% delle scuole italiane non è in regola con le normative antincendio, quasi la metà è priva di un certificato di agibilità e/o abilità, il 32% non rispetta le norme antisismiche configurando, di fatto, una situazione di pericolo. Critica l’inadeguatezza infrastrutturale in Toscana, Lazio, Campania, Friuli e Veneto. La scuola italiana è a pezzi in tutti i sensi. È un quadro nero quello che emerge scorrendo i dati choc del Rapporto targato Save the Children «Illuminiamo il futuro 2030 - Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa». Oltre il 60% degli alunni italiani di 15 anni frequenta scuole non adeguate a garantire la qualità dell’apprendimento, voce connessa a doppio filo alla qualità delle strutture scolastiche malmesse nell’intero Stivale. Sotto la lente il capitolo manutenzione. Dei circa 33 mila edifici censiti in modo completo dall’anagrafe scolastica, la metà è stato costruito prima del 1971, anno di entrata in vigore della normativa sul collaudo statico degli stessi. E l’incuria, che attanaglia due scuole su tre del Paese, è il fattore fondamentale del livello di povertà educativa, quello che va ad abbattersi sulle fasce minorili maggiormente svantaggiate, a contatto con aule fatiscenti, connessioni online carenti e disservizi. Nel Lazio come in Piemonte, Veneto e Basilicata, la percentuale di aule non connesse supera il 30%, in Calabria si va oltre il 40%. Povertà economica ed educativa vanno a braccetto. Ecco come si spiegano i numeri agghiaccianti in tema cultura giovanile. Il 48,4% dei minori italiani tra i 6 e i 17 anni non ha letto nemmeno un libro lo scorso anno, oltre il 69% non ha visitato neanche un sito archeologico, il 55,2% un museo. E, ancora, il 25% dei quindicenni (1 su 4) è sotto la soglia minima di competenze in matematica (soprattutto ragazze) e quasi 1 su 5 in lettura (in special modo ragazzi). Percentuale che raggiunge rispettivamente il 36% e il 29% fra gli adolescenti che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico. Privi di impulsi culturali e molto spesso costretti a frequentare scuole inagibili e a rischio, senza, in alcuni casi, la possibilità di fare persino attività ludiche, anzitutto al Sud dove latita il tempo pieno, i nostri ragazzi fanno i conti pure con la consistente mancanza di offerte educative extrascolastiche. Ad avvalorare le insufficienze in pagella c’è, infatti, quel solo 14% di bambini tra 0 e 2 anni che riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi e quel preoccupante 64% di minori che non accede ad una serie di attività ricreative, sportive e formative, con punte estreme in Campania (84%) e Sicilia (79%). «I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenzeper crescere e farsi strada», commenta il dg di Save the Children Valerio Neri. Mette le mani avanti la Struttura di Missione per l'Edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri precisando che «il Rapporto fotografa una situazione certamente veritiera, ma che non tiene conto delle più recenti novità che il governo ha messo in campo per l'edilizia scolastica». «Per quello che riguarda l'Anagrafe – afferma la coordinatrice Laura Galimberti - è stato grazie al Ministero dell'Istruzione se sono stati resi pubblici i dati sullo stato degli edifici scolastici italiani, ed oggi abbiamo un utile strumento di programmazione oltre che di consultazione», evidenziando che «in poco più di un anno l'edilizia scolastica in Italia da emergenza è diventata priorità».

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