La pressione fiscale è stata nel 2014 pari al 43,5% del Pil e anche quest’anno scenderà sotto il 43%. Un livello insostenibile soprattutto se confrontato con il livello scadente dei servizi offerti in cambio dallo Stato ai cittadini. Dunque alla faccia della ripresa in Italia chi lavora deve soddisfare prima l’avidità dell’erario. Non solo. Mentre il fisco è sempre più vorace la spesa pubblica continua a crescere. A fare una fotografia nel 2014 è stata la Corte dei Conti che ha spiegato in suo dossier che la spesa per i beni e servizi (dalla cancelleria alla benzina) è salita da 128 a 135 miliardi (+3 miliardi per gli enti locali e +7 miliardi per le aziende sanitarie), i trasferimenti agli enti di previdenza da 309 a 318 miliardi e quelli alle Regioni da 131 a 139 miliardi. La spesa complessiva dunque passa da 821,5 miliardi nel 2012 agli 838,1 dello scorso anno con un aumento in termini assoluti di 16,6 miliardi di euro. Una sola consolazione arriva dall’analisi dei magistrati contabili e cioè il picco della spesa degli ultimi 3 anni è stato nel 2013 quando i pagamenti totali del settore pubblico si sono attestati a quota 843,2 miliardi.
Pressione record al 43% E lo Stato continua a spendere allegramente
La Corte dei Conti ha spiegato in suo dossier che la spesa per i beni e servizi è salita da 128 a 135 miliardi