Politica

Emiliano mette in scena lo show anti-premier

Il governatore della Puglia fa approvare il ricorso contro la legge sulla "Buona scuola"

Un doppio contenzioso tra il premier Matteo Renzi e il governatore pugliese Michele Emiliano. Nel partito, sulla visione più o meno inclusiva della sinistra di governo (e sulla legge elettorale) in attesa del congresso Pd, e sulle riforme, contestate con carte bollate e ricorsi. Cresce infatti il dissidio: la Puglia, dopo il bidone del presidente del Consiglio all'inaugurazione della Fiera del Levante «per motivi tennistici», ha approvato, con una delibera della giunta regionale, il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge sulla «Buona scuola». L'atto, che ha una rilevanza doppia perché parte da una regione governata dal Pd contro un governo di centrosinistra, si inquadra in una differente sensibilità di Emiliano rispetto al dramma degli insegnanti e non ha escluso di impiegare risorse del proprio bilancio per i docenti pugliesi costretti a trasferirsi al Nord. La natura politica del provvedimento è evidente, anche se una nota dell'avvocatura regionale ha provato a sottolinearne il «carattere meramente tecnico». La rottura sulla «Buona scuola», si aggiunge alle precedenti crepe sul futuro dell’Ilva, l'approdo salentino del gasdotto Tap e sulle trivellazioni petrolifere nell'Adriatico: la distanza tra i dogmi di Palazzo Chigi e il governatore pugliese è ormai siderale. Le scintille tra l'ex sindaco di Firenze ed Emiliano, però, sono un refrain quotidiano. Il governatore pugliese, intervenendo alla Festa nazionale dell'Udc a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, ha contestato duramente l'Italicum al vaglio del Parlamento, invitando il Pd «a un cambiamento della legge elettorale». «Non sarà semplice - ha specificato Emiliano - ma i nodi quando non si sciolgono poi rimangono tutti sul pettine». Nell'occasione, ormai da leader nazionale, ha puntualizzato che il Centro deve proseguire il dialogo con il Pd, prendendo a modello le alleanze sottoscritte negli ultimi anni in Puglia: «Non possiamo fare a meno di questa energia e lasciarla a disposizione di progetti conservatori, qualche volta anche leghisti». Lo show anti-Renzi è proseguito poi alla Festa dell'Unità di Pescara, dove Emiliano ha incalzato l'azione dell'esecutivo, prospettando un rinnovamento-rottamazione anche nella pubblica amministrazione: «La riforma più importante - ha attaccato ancora - potrebbe consistere nel consentire ai giovani di accedere al mondo del lavoro, per poter in molti casi rientrare anche nelle pubbliche amministrazioni. Bisognerebbe sbloccare tutte quelle regole che stanno stoppando l'utilizzo dei nostri giovani, che pur eccellendo, poi non possono essere utilizzati nelle nostre pubbliche amministrazioni e alle volte anche nelle nostre imprese. È il momento che anche nel resto della società, oltre che in politica, i giovani abbiano una strada più semplice da percorrere». Emiliano, infine, con abilità ha offerto una sponda all'opposizione interna del Pd, invitando a evitare salti nel buio o scissioni: «I partiti sono gestiti da manipoli di eroi: fanno sacrifici enormi per mettere su le feste dell'Unità. Già convincere qualcuno a fare il volontario in politica è un'operazione difficilissima, se poi qualcuno pensa di dividere questo popolo, commette un errore».

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