Secondo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, nel semestre gennaio-giugno 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 20,7 miliardi di euro rispetto agli 11,8 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 76,2%. Non solo. L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dei primi sei mesi del 2013, quando si attestarono sui 9,2 miliardi di euro, sia al valore dei primi sei mesi del 2012 pari a 10,8 miliardi di euro». Fin qui il dato ufficiale che non può che essere considerato positivo. L’Abi però non segnala quanta parte dei prestiti concessi non sono finalizzati all’acquisto di abitazioni ma sono solo un enorme flusso di surroghe di «vecchi mutui». Una massa che non rappresenta affatto un nuovo credito dato a nuovi clienti a a quella già collaudata e affidabile. Un meccanismo innescato e rafforzato dalla manovra monetaria di Draghi che ha riempito le banche di liquidità a tassi bassi e che ha stimolato la concorrenza bancaria perché con costi della provvista a zero si possono convincere quelli che hanno già posizioni aperte a cambiare istituto. Insomma i mutui surrogati non alimentano credito e tanto meno compravendite. E sono solo una partita di giro.
Aumentano i mutui (+76%) ma la maggior parte sono surroghe dei vecchi
I dati dell'l’Associazione bancaria italiana che però non segnala quanta parte dei prestiti concessi non sono finalizzati all’acquisto di abitazioni