«Abbiamo avuto maggioranze bulgare che non ci hanno permesso di fare le riforme, e invece adesso – con una maggioranza nata per il bene del Paese – le riforme si stanno facendo. Vuoi vedere che la gente alla fine premierà chi mette davanti alle scelte prima i problemi degli italiani e poi le posizioni ideologiche?». Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore campano di Ncd, non crede che la storia del suo partito sia finita. Tutt’altro. Sottosegretario, eppure sono in tanti che parlano di Ncd in piena crisi. «Misuro la crisi in base all’obiettivo. Nel 2013 abbiamo formato una maggioranza con chi aveva vinto proprio perché non c’era una maggioranza nelle urne. Dicemmo: per evitare che si vada alle elezioni continuamente facciamo una cordata insieme a chi ha vinto. Lo disse Berlusconi che era necessario fare le riforme che erano fondamentali. L’Ncd non è in crisi perché il progetto rimane questo». Non è che state fin troppo bene con il Pd? «Stiamo verificando che molti del Pd sono compatibili con i valori che ci contraddistinguono. E invece, paradossalmente, gli storici amici di viaggio stanno premendo su posizioni – vedi immigrazione - che non possiamo condividere». Sono vere le voci di tanti tra di voi che vogliono andare via preoccupati dalla prospettiva di essere fatti fuori? «Chi vota la riforma elettorale, la vota anche se lo condanna ad abbandonare il Parlamento? È un po’ come il tacchino che non festeggia mai quando è Natale. Dico però: purtroppo tutti i parlamentari che sono chiamati a votare la riforma elettorale del governo devono rassegnarsi sul fatto che gli italiani non si accapigliano su più un Parlamento eletto direttamente o dai consiglieri regionali. Gli italiani vogliono un Parlamento veloce. Rispetto al “rischio” che vedono, quei parlamentari devono convincersi che quello spazio gli sarà tolto dalla storia». Nunzia De Girolamo, la grande ex, le ha rinfacciato quel «sputa nel piatto dove ha mangiato» che lei ha pronunciato nei suoi confronti. «Non ho detto questo. Dissi: “Lei rinnega quello che ha fatto”. E dico: se il governo ha fatto bene è anche perché lei ha fatto il ministro. Oltretutto la prima battuta è arrivata da lei quando mi definì un “capetto”. Insomma, non ho attaccato, io mi difendo. Sono stato eletto in un partito a cui sono riconoscente, e quella missione che mi è stata assegnata la porto avanti. Anche Nunzia ha condiviso il nostro percorso ed è andata a fare il ministro e qui però ha iniziato da subito a dire che non condivideva l’appiattimento su Renzi». Adesso tra di voi volano stracci. «Mi ritiene responsabile di un “contenimento” di una deriva che lei immagina: ossia che tutti nel territorio se ne vorrebbero andare dal partito. Ma non è così. Insomma, attaccarmi per le scelte che ho fatto no. E allora le ricordo che lei era ministro del governo». Angelino Alfano parla di un “piano” per far cadere il gruppo al Senato e quindi il governo. Chi ci sta lavorando? «Sono diverse le mani, ma la fonte è sempre la stessa: Forza Italia». Ci sono correnti nell’Ncd? «Ci sono delle correnti più per posizioni personali. Spero che possano rientrare rispetto a un leader che abbiamo scelto e che sta lavorando con grossi sacrifici». I filogovernativi scalpitano. «Se pensano di accelerare e andare nel Pd fanno un danno. Così non portano nulla di nuovo: quello che rappresentano non entra lì. Bisogna stare distinti in una coalizione di governo. Non fosse altro perché c’è un centrodestra che per la violenza delle sue argomentazioni non può essere il nostro campo di riferimento». Lei tempo fa ha detto: a Napoli noi, anche col Pd, ci siamo. Il leader del suo partito sul piano nazionale dice andiamo da soli. Chi dei due Alfano ha ragione? «Noi siamo in grado di andare da soli adesso. È ovvio però, poiché devi fare un’operazione di governo, e davanti a un centrodestra appiattito sui populisti che non dà segnali di ripresa, che mi auguro in questa nostra attività autonoma che il Pd acceleri sul metodo di selezione dei candidati. Memori dell’esperienza vissuta alle Regionali in Campania». Ma Ncd è di centrodestra o di centrosinistra? «È di centro». Hanno ragione allora i dirigenti di Fratelli d’Italia che vi chiedono di togliere “destra” dal nome? «Se c’è questa forte incompatibilità sì. Se a destra si assegnano quelle posizioni sull’immigrazione…»
"La D di destra? Pronti a toglierla"
Gioacchino Alfano tra defezioni e critiche ha fiducia nel suo Ncd: "Noi siamo di centro, e adesso siamo in grado di andare da soli"
