Politica

CasaPound non molla. E la festa si fa

I militanti del gruppo di estrema destra dopo vari sfratti restano a Castano Primo LEGGI ANCHE Feltri: «Basta discriminazioni preventive I censori leggano Voltaire e Prezzolini»

Se arrivano delle denuncie, «le metteremo nella collezione»: così il presidente di CasaPound, Gianluca Iannone, esorcizza il timore di provvedimenti dopo che il comune di Castano Primo e la prefettura hanno revocato le autorizzazioni per lo svolgimento della festa nazionale del movimento, in programma da ieri sera. Una festa, quella dei giovani di destra, che all’inizio doveva essere fatta a Milano, ma il sindaco Pisapia «per motivi di convenienza» alla fine non ha dato il permesso, pressato dalle sdegnate e chiassose proteste arrivate, principalmente, dalla Cgil. Allora i ragazzi del gruppo politico ispirato al celebre poeta, hanno deciso di riunirsi a Castano Primo, non lontano da Milano, sotto una tensostruttura. All’inizio il permesso per la manifestazione è arrivato, poi, dopo alcuni imbarazzati contatti, è stato revocato. Giuseppe Pignatiello, sindaco di Castano Primo, eletto in una lista civica e sostenuto dal Pd, ha cancellato le autorizzazioni per l’evento, affermando che i permessi erano stati concessi a un associazione sportiva detta «La Focosa», e che solo in un momento successivo l’amministrazione comunale aveva capito di trovarsi di fronte al movimento di estrema destra. Ma i trecento del nucleo-base di CasaPound, un po’ come quelli di Leonida, non hanno ceduto, si sono asserragliati alle Termopili milanesi e, ieri sera, hanno comunque dato vita alla loro kermesse. Iannone ha rispiegato l’iter delle schermaglie politico-burocratiche che prima avevano portato al rilascio dei permessi e poi alla loro revoca: «Sono 3 mesi che abbiamo questo posto, quella che è uscita è una versione singolare perché dopo la conferenza stampa il sindaco di Castano Primo Pignatiello si è spaventato e ha negato l’accesso, istigato di soliti noti», ha detto il presidente di Casa Pound all’inizio della festa. Per Iannone «un atteggiamento del genere non lo possiamo accettare, rifiutiamo la prepotenza e questa è una prepotenza nata da un’altra prepotenza». Insomma il movimento ha puntato i piedi e ha annunciato che se li cacciavano da Castano Primo avrebbero occupato piazza del Duomo, a Milano. Alla fine la festa a Castano Primo ha preso il via ed è andata avanti senza permessi, ma con tranquillità. A presidiare la manifestazione tre camionette della polizia: una quarantina di agenti. Primo appuntamento, ieri sera, con il convegno «Italia, Europa, quale sovranità?» moderato dal caporedattore di Libero, Francesco Borgonovo, cui hanno partecipato come relatori il senatore della Lega Nord, Raffaele Volpi e Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia. Un grazie speciale per la presenza è arrivato a Maurizio Belpietro. Ad assistere al convegno un nutrito gruppo di militanti. Per il presidente di CasaPound, Gianluca Iannone, tra oggi e domani alla festa parteciperanno circa 2.500/3.000 fedelissimi, ma non solo: tra gli ospiti molti di Forza Italia, Lega e anche Scelta Civica.

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