Casa Salvini per chi scappa dalla guerra? «Sì subito, ma verifichiamo quali sono i Paesi dove sono in atto conflitti». Per esteso: «Ospiterei un profugo nel mio appartamento, anche se ho un bilocale». Parola dell’«altro Matteo» che ha aperto letteralmente le porte di casa all’eventualità di poter ospitare chi fugge dai conflitti. Si potrebbe dire che i politici seguaci del più che benestante premier finlandese Juha Sipilä (che ha messo a disposizione una delle sue case per i profughi) aumentino. Più che altro, però, l’apertura di Salvini sembra la conferma di una tesi che il Carroccio ha sostenuto più volte in questi giorni di crisi internazionale: sì all’accoglienza dei veri profughi, no all’arrivo di migranti economici. «Le porte di casa mia sono sempre aperte alle brave persone, di qualsiasi colore - ha chiarito Salvini - il problema è che in Italia stiamo ospitando migliaia di clandestini». Non solo profughi. Salvini ieri è tornato a parlare anche del tema alleanze. Lo ha fatto a «Controcorrente» la festa de Il Giornale : «Sono disponibilissimo a non fare tutto da solo e fare un tratto di strada in comune ma senza perdere la mia identità». Proprio sull’Europa però continua la «crisi» di prospettiva nell’asse con Forza Italia: «Io a Strasburgo sono con Marine Le Pen mentre Berlusconi è con Angela Merkel. E io penso che le posizioni più giuste siano quelle di Le Pen». Ma la porta di «Casa Salvini» resta aperta, e non solo per i profughi.
La svolta di Salvini «Ospito un profugo»
Mossa a sorpresa del segretario della Lega Poi chiarisce: «Sì rifugiati, no clandestini»
