Politica

L’ira dei costruttori: «Appalti poco chiari»

No degli imprenditori al piano: "Appena 30 milioni è una presa in giro, ma ormai è tardi per cambiare"

Risorse insufficienti, sistema per l’affidamento dei lavori tutt’altro che "trasparente" e interventi fatti passare per straordinari che invece sono, o meglio dovrebbero essere, di «ordinaria amministrazione». Costruttori e imprenditori bocciano il piano di intervento di manutenzione urbana voluto dal Campidoglio per il Giubileo e di fronte l’entusiasmo degli amministratori per quei 50 milioni di risorse (che sono in realtà 30 dato che 20 sono destinati al patrimonio Atac, ndr ) che dovranno essere spesi entro l’8 dicembre per realizzare micro-opere urbane, rispondono con un «no grazie». Acer, Confartigianato, Federlazio e Legacoop la pensano allo stesso modo: i soldi sono pochi, provengono dalle tasche dei romani e non servono per lasciare il segno in una città a dir poco in ritardo con le opere di urbanizzazione. Meglio avrebbe fatto il Campidoglio, spiegano i leader delle associazioni di categoria, a utilizzare quei fondi in più per ripianare il debito del Comune. Ormai cambiare è tardi e soprattutto, lamentano dall’Acer, «ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto, della serie così è e vi dovete adeguare». Spiega Edoardo Bianchi, presidente dell’Associazione costruttori edili di Roma e Provincia: «Si tratta di interventi che non possono superare il milione di euro ciascuno, che non contribuiranno certo a far ripartire la Capitale». Di più, mentre ieri gli assessori alla legalità Alfonso Sabella e alle opere pubbliche, Maurizio Pucci, continuavano ad affermare che per il Giubileo e l’affidamento dei lavori alle imprese è stato scelto un «meccanismo di trasparenza che va al di là di quello minimo previsto dalla legge», e quindi, per esempio, «se la legge prevede l’invito a 5, noi inviteremo 30 imprese o ancora, sceglieremo le commissioni giudicatrici per sorteggio e non solo con i criteri trasparenti che prevede la legge», proprio quella invocata trasparenza è oggetto di polemiche da parte dei costruttori. «Vogliamo procedure aperte – incalza Bianchi – non esiste che si proceda con i sorteggi e che le imprese siano scelte dagli albi in possesso del Comune. Avevamo chiesto nei tanti incontri che abbiamo avuto con gli assessori competenti, che potessero partecipare tutte le imprese che hanno i requisiti perché questo è l’unico modo per garantire la vera concorrenza».

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