Politica

Renzi ai senatori Pd: "Riforme per la credibilità in Ue"

L'incontro con i senatori del Pd: "Sì a modifiche sul Senato, ma superiamo il bicameralismo". E annuncia manovra da 25 miliardi LEGGI ANCHE Boschi: "Indietro non si torna" - Bersani all'attacco: "No disciplina di partito"

Arriva al Senato accompagnato dal ministro Maria Elena Boschi. Matteo Renzi entra a Palazzo Madama quando ormai è sera per incontrare i senatori del Pd sul tema della riforma della Costituzione. La minoranza del partito ha alzato le barricate ed è pronta ad andare fino in fondo se il premier-segretario non si mostrerà disponibile a trovare un accordo. Lui ribadisce: "Le riforme hanno restituito la credibilità internazionale e in Europa all'Italia. La grande parte dell'impianto di cui stiamo discutendo è profondamente condiviso. Avvertiamo la responsabilità di superare finalmente il bicameralismo paritario". Poi, però, tende la mano ai dissidenti: "Ciò che stiamo proponendo è la versione soft di quello propone la sinistra da 70 anni. La tesi numero quattro dell’Ulivo prevedeva un Senato delle autonomie non elettivo. Anche la Bicamerale di D’Alema era per il superamento del bicameralismo perfetto con il Senato delle Autonomie. Va bene un dialogo sulle modifiche, ma l’articolo 2 non si tocca. Se si mette in discussione l’approvazione in coppia conforme dell’articolo 2 della riforma, si rimette in discussione tutto. Non si può cambiare perché si dovrebbe ripartire daccapo. E poi, se è una Camera delle autonomie, siano le autonomie a decidere. Il problema della composizione del Senato è un problema piccolino, quello delle funzioni è un problema grosso. Propongo che tutte le modifiche siano concordate da subito tra senatori e deputati Pd". Insomma, il dialogo è aperto ma la minoranza deve stare attenza a non forzare troppo la mano. "Non vogliamo barricate, i toni sui giornali di questi giorni sono esasperati - prosegue -. La tranquillità in Italia sta tornando ed è merito anche nostro. Per un anno c’è chi ha scommesso sul disfattismo: ora devono riposizionarsi. Sulle riforme non si chiude stasera, quindi rilassatevi. C’è ancora un po’ di strada da fare. Vorrei chiudere la riforma costituzionale prima del 15 ottobre così da permettere di chiudere anche la questione delle unioni civili per quella data. Chiedo lealtà non disciplina". Ma l'incontro con i suoi parlamentari è anche l'occasione, per il premier, di parlare della Legge di Stabilità. "Il governo si sta orientando verso una manovra da circa 25 miliardi di euro. Stiamo cercando di utilizzare al meglio gli spazi che derivano sia dalla revisione della spesa che dalla maggiore crescita e dalla flessibilità".

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