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Silvio boccia Renzi: "Vuole il regime"

L’ex premier scalda la platea di Everest: "Ho un piano per riconquistare l’Italia"

Silvio boccia Renzi: "Vuole il regime"

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Punta alla «Reconquista» di larga parte dei «26 milioni di elettori astensionisti», attacca le riforme e le annunciate riduzioni di carico fiscale promesse dal governo Renzi ma soprattutto volge lo sguardo sulla politica internazionale, con un appello-proposta per arginare l’avanzata dello Stato islamico: è in forma Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, e ha colto l’occasione della telefonata di saluto ai giovani forzisti di «Everest2015» per rilanciare la propria azione nell’autunno ormai imminente.

In collegamento con la platea di Giovinazzo, dove erano riuniti oltre quattrocento giovani per il tradizionale appuntamento estivo promosso dalla fondazione Italia Protagonista di Maurizio Gasparri, il Cavaliere ha sottolineato la distanza dagli ultimi governi, le cui guide «non sono state votati dagli elettori». E se l’Italia è stata più volte definita «un paese senza democrazia», dove «la gente non ha consapevolezza di cosa è capitato negli ultimi venti anni: ci sono stati quattro colpi di Stato», è sulle riforme renziane che Berlusconi ha segnato una rinnovata ostilità: «Potrebbero portare a un regime se non saranno modificate: un solo partito, grazie al premio di maggioranza, con meno del 40% dei voti potrebbe ottenere la guida unica del Paese».

Sulla politica estera e immigrazione, poi, l’ex premier ha puntato il dito contro Sarkozy per aver rovesciato il governo legittimo libico, dove c’era Gheddafi, «dittatore addomesticato da noi, l’unico capace di bloccare gli sbarchi». E da qui ha lanciato la proposta di una ampia coalizione anti-Isis, a guida Onu, e nella quale oltre all’impegno europeo si registri la partecipazione di Usa e Russia.

Sul piano delle alleanze del fronte moderato, invece, l’obiettivo è elaborare una proposta per rianimare lo spirito liberale di Forza Italia in opposizione ai professionisti della politica (gli alfaniani) andati a soccorrere il centrosinistra. In più, evitando possibili generalizzazioni, Berlusconi ha fatto un distinguo, elogiando gli esponenti ex An Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, che hanno «contraddistinto il loro impegno politico sempre per il bene dell’Italia e non per inseguire interessi personali».

Soddisfatto della tre giorni di Everest Maurizio Gasparri, che ha citato Mogol («noi vogliamo una vita viva») e ha evidenziato come «FI sia al centro del dibattito politico, con un leader che sul piano internazionale avanza proposte acute per combattere l’avanzata dell’Isis». Sul futuro dell’opposizione si è soffermato il deputato barese Francesco Paolo Sisto che ha stigmatizzato le sintonie registrate in Puglia tra il conservatore Raffaele Fitto e il governatore Pd Michele Emiliano («per vincere bisogna essere uniti mentre la scarsa chiarezza non aiuta la costruzione di proposte per i governi dei territori»), mentre l’eurodeputato Antonio Tajani, ha affermato che «ci sono le condizioni per tornare a vincere, distinguendosi in parlamento per una opposizione ragionata e articolata».

Nel corso dei Everest, nella quale sono intervenuti tra gli altri i parlamentari Francesco Amoruso («auspichiamo che l’attivismo forzista pugliese sia contagioso»), Mara Carfagna, i governatori Giovanni Toti e Michele Emiliano, lo scrittore Angelo Mellone (ha presentato il nuovo romanzo sul Fdg «Nessuna croce manca»), sindaci e consiglieri da tutta Italia, si sono confrontate anche le nuove leve del movimento giovanile forzista, alla ricerca di un punto di equilibrio tra il berlusconismo radicale del gruppo Azzurro Libertà e l’approccio più tradizionale dei ragazzi della corrente ex An di Destra protagonista.

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