Politica

"In ogni parrocchia una famiglia migrante"

L’appello di Papa Francesco ad ogni chiesa, comunità e santuario di tutta Europa L'INTERVENTO di Don Carmine Petrilli: "Serve l'aiuto delle Diocesi"

Papa Francesco chiede «a ogni parrocchia» di accogliere «una famiglia di profughi». E per dare il buon esempio inizia «dalle due parrocchie del Vaticano» che «in questi giorni accoglieranno due famiglie di migranti». A due anni dalla visita al centro Astalli di Roma in cui Bergoglio aveva lanciato il monito «ai conventi vuoti» che «non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare soldi» aveva detto il Pontefice, ma «ai rifugiati», «la carne di Cristo», Papa Francesco ci riprova con le chiese d’Italia e d’Europa sollecitate, così come aveva fatto a dicembre 2013, in visita al Servizio dei Gesuiti per i rifugiati «a mostrare che con l’accoglienza e la fraternità si può aprire una finestra sul futuro». Ieri all’Angelus in piazza San Pietro ha parlato così. «In prossimità del Giubileo della Misericordia - ha detto Papa Francesco - rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all'Anno Santo della Misericordia». «Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia - ha esortato il Santo Padre - incominciando dalla mia diocesi di Roma. Mi rivolgo ai miei fratelli Vescovi d’Europa, veri pastori - ha continuato Bergoglio -, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che Misericordia è il secondo nome dell’Amore: "Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me"». «La Misericordia di Dio - ha continuato - viene riconosciuta attraverso le nostre opere, come ci ha testimoniato la vita della beata Madre Teresa di Calcutta. Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiede di essere "prossimi", dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: "Coraggio, pazienza!..."». «Ci siamo e siamo grati al Papa di questo appello: Francesco ci precede sempre sulle vie del Vangelo e ci indica le strade migliori per poterlo attuale con fedeltà» ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e vice-presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. «La Chiesa Europea e Italiana è pronta a mobilitarsi per l’accoglienza», assicura il cardinale ai microfoni della Radio Vaticana». In Italia le parrocchie sono 27.133, se ciascuna ospitasse una famiglia di 4 persone oltre 108 mila persone troverebbero un alloggio: «Spero che si realizzi questo auspicio, che è un po’ contabile ma che dà l’idea delle possibilità che ci sono nel nostro Paese» ha detto ancora Bagnasco ai microfoni di Tv2000. Intanto, dell’iniziativa sollecitata dal Papa «ne parleremo - annuncia Bagnasco - proprio la prossima settimana, quando i presidenti delle Conferenze episcopali europee si incontreranno a Gerusalemme per la Plenaria di quest’anno. Sarà anche un ulteriore stimolo per un sempre più profondo legame tra le diverse chiese che sono in Europa». Di accoglienza ai migranti, conferma il cardinale, «si parlerà anche nel prossimo Consiglio permanente a fine mese, espressione della Chiesa italiana, ho già dato disposizioni per individuare dei criteri concreti per applicare e tradurre questo grande invito del Papa».

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