Anche i servizi di sicurezza italiani hanno messo da tempo gli occhi sui rifiuti radioattivi. Non solo sui grandi traffici internazionali di uranio e plutonio ma anche su quelli a bassa emissione. Una sezione dell’Aise, l’Agenzia di sicurezza esterna, è dedicata al monitoraggio dei siti di stoccaggio radioattivo che custodiscono in particolare le scorie ospedaliere e i residui delle centrali nucleari. La divisione si chiama antiproliferazione nucleare» è fino alla sua nomina a numero uno dell’Aise era diretta da Antonio Manenti. Anche questo un segno di come il tema sia tenuto in gran conto dall’intelligence italiana. Che ha sempre monitorato il problema. In un documento declassificato del 1995 reperibile su internet l’allora Sismi spiegava di aver usato l’anno precedente 500 milioni di lire per le attività nel settore del traffico di armi e dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Mentre in un articolo pubblicato su Gnosis, la rivista dell’intelligence italiana, nel 2000 a firma di Umberto Moscato si sottolineava come il rifiuto sanitario radioattivo fosse estremamente diffuso. «Basti pensare alle attività dei laboratori di radiologia, ai liquidi di scintillazione, ai componenti di isotopi radioattivi, alle strutture ospedaliere, alle strutture aziendali, ai poliambulatori, agli ambulatori specifici e, addirittura, agli ambulatori odontoiatrici. La dispersione sul territorio impedisce un controllo capillare di gran parte dei rifiuti radioattivi da smaltire» spiegava Moscato. Quanto ai dati di allora dal 1992 al 1998 erano stati accertati 173 casi di traffico illecito di materiale nucleare e su due milioni e 260 mila tonnellate di rottami ferrosi che passano attraverso i valichi doganali, sono stati rispediti al mittente, in quanto risultate contaminate, 15.000 tonnellate. Tra il 1997 e il 1999 furono denunciati 66 responsabili di laboratorio e accertati 113 reati penali.
Anche l’occhio dei Servizi vigila sulle scorie di ospedali e centrali
Una specifica divisione di 007 monitora siti e pericoli connessi ai rifiuti
