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Così Balini chiese aiuto al capogruppo Pd

Quello «stop» ai lavori per il raddoppio del porto turistico di Roma, a Ostia, proprio non era andato giù all’imprenditore Marco Balini, arrestato a luglio scorso per bancarotta e riciclaggio. L’asso...

Quello «stop» ai lavori per il raddoppio del porto turistico di Roma, a Ostia, proprio non era andato giù all’imprenditore Marco Balini, arrestato a luglio scorso per bancarotta e riciclaggio. L’associazione Labur, le cui denunce avevano indotto l’Amministrazione capitolina a bloccare i lavori, era da fermare. Anche grazie all’intervento dell’ex capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Francesco D’Ausilio, che al capo di Gabinetto del Comune di Roma, Luigi Fucito, riferisce: «L’esposto di Labur è privo di titolo», «è una sedicente associazione culturale» ed è mossa «da strumentalizzazioni con finalità esclusivamente politiche». L’incartamento giudiziario dell’indagine sul nuovo scalo marittimo a Ostia, squarcia il velo su presunti rapporti tutti da chiarire fra l’imprenditore e la politica della Capitale d’Italia. D’Ausilio, già coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale, appare una sorta di anello di congiunzione tra Balini e l’Amministrazione. Ma andiamo con ordine. L’8 ottobre 2013 la dirigente comunale Cinzia Esposito blocca l’iter burocratico per la conclusione del procedimento relativo all’ampliamento del porto. Questo perché vi era stato un esposto presentato da Andrea Schiavone della Labur. Così, Mauro Balini «si rivolge anche a D’Ausilio». «Infatti nella serata del 10 ottobre 2013 Francesco D’Ausilio ha comunicato tramite sms di aver parlato con il sindaco di Roma (Ignazio Marino, ndr) che ha già ordinato una relazione in merito all’episodio e l’indomani avrebbe fatto rettificare la lettera da Cinzia Esposito». Ma non solo. Perché D’Ausilio invia segretamente atti riservati del Comune a Balini. Il 15 ottobre, «ha inoltrato a Balini la nota che Cinzia Esposito ha trasmesso al Capo di Gabinetto del Sindaco, Luigi Fucito, a seguito dell’indagine disposta sull’episodio della sospensione, ricevuta da quest’ultimo». Infine, per accelerare la revoca del blocco lavori, D’Ausilio invia una email allo stesso Fucito, lettera che si premura di inoltrare anche allo stesso Balini per dimostrare come si stesse muovendo in suo favore. «Caro Luigi (Fucito, ndr) - si legge nella mail - attenzione perché l’esposto di Labur (che non è una società bensì una sedicente associazione culturale) è privo di titolo soggettivo. Trattasi, dunque, di una grave strumentalizzazione con finalità esclusivamente politiche. Grazie, un caso saluto. Francesco».

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