Politica

Il sindaco giramondo torna a Roma

Vacanze finite dopo 18 giorni per Marino. Ieri l’incontro con De Blasio Da New York: «Se non hai tanti nemici non hai fatto la cosa giusta» LEGGI ANCHE  E oggi il Pd sfila contro le mafie

«Se a fine giornata non hai tanti nemici vuol dire che non hai fatto la cosa giusta». È questa la frase con cui Ignazio Marino ieri si è congedato dalla sua vacanza americana, durata 18 giorni. Oggi, infatti, è il giorno del rientro. I suoi collaboratori, la sua Giunta e il nuovo «co-sindaco», il prefetto Franco Gabrielli, sono già sul pezzo da tempo. Marino, invece, atterrerà questa mattina a Fiumicino, proveniente direttamente da New York, dove ha trascorso l’ultima parte di queste sue lunghe vacanze estive. Era partito il 14 agosto, il primo cittadino, in un lungo tour nordamericano che lo ha portato prima con la famiglia in Texas, poi alle Bahamas (dove ha praticato il suo hobby preferito, quello delle immersioni), quindi si è recato nella Grande Mela. Una vacanza di 18 giorni, lontano 15mila chilometri e 9 ore di volo da Roma, che ha creato polemiche e sfottò. Molte smorfie di fastidio sono arrivate dopo il funerale-show di Vittorio Casamonica, ma la maggior parte delle critiche sono giunte a causa della sua assenza il 27 agosto, giorno del Consiglio dei Ministri dedicato interamente a Roma (Mafia Capitale e Giubileo in primis). «Sono andato lontano per non fare le vacanze con la scorta», ha provato a difendersi Marino dagli States, pur stato bacchettato, fra gli altri, dallo stesso Gabrielli: «Questa assenza non gli ha fatto bene, ma ha un approccio da chirurgo».     AL LAVORO Certo è che, appena metterà piede sul suolo italiano, Marino dovrà essere pronto e operativo. Così, nonostante il fuso orario, il sindaco questa mattina sarà prelevato a Fiumicino dalla sua scorta e portato direttamente in Campidoglio, dove i suoi assessori lo attendono per presiedere una Giunta politica sul Giubileo. All’ordine del giorno diversi interventi, dai cantieri ai bus turistici, passando per le nomine dei rappresentanti del Comune alle commissioni prefettizie. Chi lo attende più impazientemente è l’assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci, ma anche il delegato ai Trasporti, Stefano Esposito. Qualche giorno di ferie meritate, invece, per l’assessore al Bilancio, Marco Causi. Nel pomeriggio, invece, il sindaco è atteso a Piazza San Giovanni Bosco, nel quartiere Cinecittà, per la manifestazione contro la mafia organizzata dal Partito Democratico e voluta dal presidente Dem Matteo Orfini alla luce di quanto accaduto con i funerali di Casamonica.     I GEMELLI DELLE CRITICHE Va riconosciuto a Ignazio Marino, in realtà, di essersi messo al lavoro già da un paio di giorni. Ieri, ad esempio, il sindaco ha incontrato il suo omologo newyorkese, e grande amico, Bill De Blasio. È possibile che i due sindaci si siano anche fatti forza a vicenda, da buoni amici, sul clima di fuoco che arroventa la loro gestione amministrativa delle rispettive metropoli. Anche l’italo-americano, come il sindaco-chirurgo, è stato criticato in passato per i suoi viaggi (uno di questi, di 9 giorni in Italia, quando fu anche ricevuto in Campidoglio), e allo stesso modo il suo consenso è crollato nei sondaggi, anche a causa della «frustrazione» dei suoi collaboratori, come racconta il Wall Street Journal. «Lui è un vero democratico e riformista e non teme di cambiare le cose», ha affermato ieri Marino parlando proprio di De Blasio. E allo stesso modo, il «mayor» newyorkese non ha risparmiato carezze al suo omologo romano: «Ignazio Marino è stato coraggioso. Merita molto credito per quello che sta facendo nella lotta alla mafia ed alla corruzione. È un mio piacere ed un mio onore essere in contatto con un amico come Marino. La nostra amicizia è rafforzata da una visione comune su riforme e lotta alla corruzione».     AFFITTOPOLI Martedì, invece, Marino aveva tenuto un colloquio piuttosto interessante con Vicky Been, responsabile per la conservazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare del comune di New York. A quanto si apprende dall’entourage di Marino, il sindaco avrebbe chiesto dei consigli per provare a valorizzare (e monetizzare) il vasto patrimonio immobiliare del Comune di Roma, composto anche da appartamenti di pregio. Per parte di questi, che come ha rivelato l’inchiesta de Il Tempo «Affittopoli» sono stati affittati per anni a pochi euro, ci sono grosse difficoltà nella vendita attraverso le aste pubbliche. Il consiglio arrivato da Oltreoceano è invece quello di rivolgersi a dei fondi immobiliari, che possano acquisire in blocco i locali da dismettere e permettere al Campidoglio di incassare velocemente. Gli stessi fondi potrebbero gestire direttamente anche le case popolari, sollevando dal problema la parte pubblica.«Una soluzione che negli Usa è ampiamente praticata, ma che da noi va prima studiata per capirne l’applicabilità».

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