Renzi mette in conto già avere già il via libera di Bruxelles per ottenere maggiori margini di flessibilità sul deficit. Ma la strada non è in discesa come il premier vorrebbe dare a intendere. Il fatto è che il nostro Paese ha già sfruttato o «prenotato» buona parte della flessibilità disponibile in base alle attuali regole. L’utilizzo dei margini consentiti dalla normativa europea è iniziato di fatto, retrospettivamente, già nel 2014. Tant’è che il presidente della Commissione Ue Juncker ha ricordato a Renzi che avrebbe potuto attivare una procedura per debito eccessivo ma siccome l'intera situazione economica anche a livello globale è drammaticamente peggiorata, Bruxelles ha assunto un atteggiamento più politico che burocratico. In sostanza la Commissione ha chiuso un occhio e «ha già attuato la flessibilità». Quando il Cancelliere Angela Merkel ha incontrato Renzi nella visita all’Expo, ha ribadito l’apprezzamento per le riforme effettuate ma ha anche ricordato che vanno rispettati gli obiettivi di rientro del deficit e del debito. E quando il premier ha annunciato la manovra di riduzione delle imposte per 50 miliardi di qui al 2018, subito da Bruxelles lo hanno messo in guardia dalla definizione delle coperture. Nulla va fatto a maggior deficit.
Flessibilità Ue
«Bruxelles ci verrà incontro» Ma fare più deficit non si può