Ci speravano ma sapevano che sarebbe stato molto difficile ritrovarsi, come per magia, con le elezioni in vista. Con il centrosinistra in grave difficoltà per Mafia Capitale e il centrodestra diviso tra i sostenitori di una possibile candidatura di Marchini o della Meloni, i 5 Stelle guadagnano terreno. I sondaggi non piacciono molto a Grillo e Casaleggio, tuttavia, secondo quanto ricostruiscono gli stessi esponenti pentastellati, sembra che le percentuali assegnate al MoVimento siano aumentate in modo esponenziale negli ultimi mesi, fino a superare il 35 per cento. Cioè i voti ottenuti alle elezioni comunali del 2013 da Pd e Sel insieme. Un balzo in avanti incredibile, visto che Marcello De Vito, due anni fa aspirante sindaco del MoVimento 5 Stelle si fermò al 13 per cento. Ma all’epoca votò un romano su due. Negli ultimi tempi la situazione è precipitata e il sindaco Marino non è riuscito a dare risposte ai cittadini. In questo contesto i 5 Stelle hanno un vantaggio. Come è già successo alle Amministrative del 2012 a Parma. Gli elettori di centrosinistra non votarono l’ex presidente della Provincia e Federico Pizzarotti, del MoVimento, conquistò il ballottaggio, per poi fare il pieno di voti di centrodestra. Finì 60% a 40. Consiglieri capitolini e parlamentari pentastellati avevano già immaginato una «Parma 2». Ma niente da fare. Il governo ha scelto di non sciogliere il Consiglio comunale e di affiancare il prefetto Gabrielli al sindaco Marino. Il sogno di conquistare Roma sfuma, almeno per ora. E Beppe Grillo attacca: «Marino ci è o ci fa? Un altro si sarebbe dimesso prima di finire sotto tutela. Lui non può. È ostaggio del Pd che non vuole nuove elezioni a Roma perché perderebbe». Il post del comico genovese si intitola «Cervi si nasce» e spiega: «Mio marito cornuto e contento porta le corna d’oro e d’argento. Marino espropriato nella sostanza dalla gestione di Roma si trova ai Caraibi a scrivere le sue memorie. Tornerà ai primi di settembre a prendere ordini dal prefetto Gabrielli e dal suo vice Causi voluto dal Pd», esordisce il testo e aggiunge: «È come se Ulisse fosse tornato a Itaca per complimentarsi con i Proci che gli insidiavano Penelope». Il comico ne è sicuro: «Qualcosa gli avranno promesso per fare la figura del becco, di chi non sapeva nulla, dell’ignaro Marino. Roma sta diventando una farsa a livello mondiale. Quanti sindaci ha la capitale d’Italia? Uno, nessuno e centomila. Per il futuro sindaco c’è Poletti che la macchina del magna magna delle cooperative la conosce benissimo. Non ci sarebbe neppure bisogno di aggiungere un posto a tavola come dimostra la celebre fotografia».
Niente elezioni, Grillo all’attacco del Pd
Il comico: «Roma è una farsa a livello mondiale. Il prossimo sindaco Dem? Poletti»
