Politica

Santanchè: "Io sindaco di Milano? Ma no, meglio Del Debbio"

L’intervista alla deputata di Forza Italia che starebbe preparando la sua candidatura con una serie di incontri in Versilia con Salvini e Denis Verdini

Secco e inaspettato come alcuni tuoni nei pomeriggi d’estate, arriva ieri un flash di Dagospia. Argomento: Daniela Santanchè. «Sussurrano gli addetti ai livori di Forza Italia», scrive Dago, che «tutti gli attovagliamenti» della deputata azzurra «hanno un solo fine, quello di incoronarla candidata sindaco di Milano». Negli scorsi giorni, il diffuso gossip politico, dalle antenne particolarmente recettive d’agosto, ha dato conto degli incontri conviviali di Daniela Santanchè a ridosso di Ferragosto, in Versilia. Verdini e consorte; Del Debbio e Salvini al «Twiga». Anzi, soprattutto Del Debbio e Salvini.   Onorevole Santanchè, la rincorsa per Palazzo Marino inizia in riva al mare? «Figuriamoci (ride). È un gioco che non prendo per niente in considerazione. Facciamo così: siamo in estate, è un gioco d’estate».     Sì, però, lei a cena con Del Debbio e Salvini, quando stringono i tempi per decidere chi correrà a Milano, sa tanto di diplomazia politica a tavola. «Rivendico di poter vedere gli amici come e quando voglio. Abbiamo parlato della famiglia, dei figli, dell’estate. Certo, anche di politica, com’è normale che sia. Tutto qui».     Com’è il borsino su Milano? «Il centrodestra vince se è unito, sono convinta che troveremo un candidato che sia la sintesi di tutte le posizioni politiche, ma prima del candidato mi interessa il programma».     E al candidato come si arriva, con le primarie? «I danni che le primarie hanno fatto al Pd sono sotto gli occhi di tutti. Dovremmo regolamentarle per legge, come avviene negli Stati Uniti. Da noi, invece, sono "Primarie fai da te". Comunque, questo è un argomento che non mi appassiona, al pari delle riforme costituzionali. I cittadini non mangiano con le riforme costituzionali, e non mangiano con le primarie».     In questi giorni ci sono manovre in corso per provare a ricompattare il centrodestra. Salvini ha fatto più di un’apertura verso Berlusconi. Come vede lo scenario? «Sono ottimista, perché la storia dimostra che noi abbiamo sempre vinto insieme alla Lega. Trovo nella Lega un alleato fondamentale per ricostruire il centrodestra e per riconquistare tutti coloro che oggi sono del partito dell’astensione».     Per le principali città in cui si andrà a votare si parla di seguire il “modello Brugnaro”, cercando candidati che provengano dalla cosiddetta società civile, come a Venezia. «Secondo me un candidato meno è "politico", meglio è. Ritengo fondamentale che si occupi di politica chi prima è riuscito nella vita». Torniamo su Milano. Archiviato il flash di Dagospia, facciamo noi qualche nome? «Per me il nome rimane sempre quello, sul quale io credo molto: Paolo Del Debbio».     E lui? «Io mi chiamo Daniela Santanchè...»     Sì, ma è andata a cena con lui e Salvini... «Del Debbio fa molto bene il giornalista, ha una trasmissione di grande successo, il suo ultimo libro è andato subito esaurito appena distribuito. Non sono di certo io a dovergli dare consigli, perché per lui si tratterebbe di un cambio di vita. Però... la speranza è sempre l’ultima a morire».

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