Politica

Mafia Capitale: Salvini su Twitter: "Sciogliere il Comune subito"

Il vicesindaco Causi: "Decisione coerente con l'iniziativa di risanamento". Alemanno: "Il sindaco torni a Roma e la governi, se ne è capace"

Dopo le dichiarazioni del Ministro Alfano sui provvedimenti presi dal Consiglio dei Ministri per "Salvare Roma" e dopo le decisioni di sciogliere il Municipio di Ostia, e di mettere in mano al Prefetto Gabrielli la strategia per risanare li criticità della Capitale, il mondo politico è entrato in fermento e non sono mancate le dichiarazioni degli esponenti che criticano o difendono la decisione presa dal governo. Primo fra tutti Matteo Salvini che su Twitter ha  dichiarato: "Alfano scioglie Municipio di Ostia, con Marino ai Caraibi, e dà ampi poteri al prefetto. SCIOGLIERE IL COMUNE DI ROMA subito! Noi ci saremo". Di diversa opinione è il vicesindaco capitolino Marco Caus che ha dichiarato: "Le decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro Angelino Alfano ci appaiono coerenti e in continuità con l'iniziativa di risanamento già avviata. Lo stesso vale per i funzionari e dirigenti dell'amministrazione coinvolti nelle indagini, i quali sono già stati rimossi dai precedenti incarichi ovvero in alcuni casi sospesi dal servizio".   Alfano scioglie Municipio di Ostia, con Marino ai Caraibi, e dà ampi poteri al prefetto. SCIOGLIERE IL COMUNE DI ROMA subito! Noi ci saremo. — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 27 Agosto 2015     La "legge Buzzi" Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra, commenta su Twitter la notizia e ironizza: "Anziché sciogliere il Comune di Roma, tolgono poteri alla città: i commensali del boss varano la legge Buzzi. Alla faccia della Costituzione". Anche Gianni Alemanno attacca il sindaco attraverso il social network     Il sindaco #Marino commissariato da #Renzi continua il puerile scaricabarile.Torni a Roma e governi se ne è capace pic.twitter.com/WxzZ8RzjIj — Gianni Alemanno (@AlemannoTW) 27 Agosto 2015     L'appello di Orfini Intanto il commissario del Pd a Roma, Matteo Orfini, rivolge un appello a "interrompere le polemiche per un giorno, lasciando da parte le divisioni e le legittime divergenze di vedute che hanno segnato il dibattito pubblico in questi mesi per dimostrare che le istituzioni e la città di fronte all'affronto mafioso sono unite". Quindi invita tutte le forze politiche alla manifestazione indetta il 3 settembre a piazza Don Bosco per rispondere al funerale show di Vittorio Casamonica. Solo Alfio Marchini, però, risponde presente. Da Forza Italia al Movimento 5 Stelle è un coro di no. "Da tempo affermo che a Roma serva una proposta politica che vada oltre i vecchi partiti e che coinvolga le migliori risorse di questa città - spiega Marchini - Solo così si potranno risolvere le grandi criticità di Roma. La sicurezza e la legalità sono una di queste priorità e lo sfregio subito in questi mesi è intollerabile. Siamo gente seria e se invochiamo per le nostre proposte questo modello, abbiamo l'obbligo morale di appoggiare tutte le iniziative che fanno appello al bene di Roma abbattendo vecchi e vetusti steccati usati in passato per spartire e non certo per rivendicare rispettabili diversità di storie e valori".                         Anziché sciogliere il Comune di Roma, tolgono poteri alla città: i commensali del boss varano la legge Buzzi. Alla faccia della Costituzione — Francesco Storace (@Storace) 27 Agosto 2015   Duro attacco di Gasparri "Secondo le previsioni, il Consiglio dei ministri ha protetto la mafia. Questa la verità che emerge dalla decisione di non sciogliere il Comune di Roma e di assumere farsesche, ridicole e nauseabonde scelte come quella di sciogliere il Municipio di Ostia. Si dichiara la guerra alle mosche mentre la peste invade la Capitale". Questa l'opinione del senatore Maurizio Gasparri (Fi). "L'organizzazione criminale di Buzzi e company ha infiltrato anche questo Consiglio comunale. Ha determinato l'elezione di consiglieri nelle varie liste. Ha avuto al guinzaglio assessori e esponenti di vertice dell'amministrazione capitolina - dice Gasparri - la decisione del Cdm di non sciogliere Roma smentendo le proposte dei tre rappresentanti della Prefettura, che avevano esplicitamente espresso questa necessità, espone tutti coloro che invece hanno preferito lasciare le cose come stanno a essere denunciati per concorso esterno in associazione mafiosa. Abbiamo il governo Casamonica-Buzzi che domina l'Italia. È una vergogna. Ai Caraibi con Marino dovrebbero andarci Renzi e quanti con lui nell'esecutivo hanno avallato questa scelta che calpesta la verità, la legalità, la moralità. Ne risponderanno davanti ai giudici, che ci auguriamo avranno il coraggio di condannare questa gente che ha favorito la mafia".   La posizione dei Pentastellati "Quanto deciso dal governo, vale a dire dal Pd, rappresenta un autentico colpo di mano, non solo nei confronti di una città oramai tenuta in ostaggio da un sindaco fantoccio, che nel giorno in cui si decidono le sorti della Capitale se ne sta in vacanza a scrivere memorie tra il Texas e i Caraibi, bensì un colpo di mano nei confronti della legge. Poichè è evidente che attribuire poteri straordinari al prefetto Gabrielli di rimuovere le tracce di malavita e corruzione dall'istituzione comunale rappresenta una scomunica ufficiale per Ignazio Marino, che apre la strada ad un commissariamento velato, in deroga alle stesse disposizioni previste dal Testo unico enti locali (Tuel). Il timore di tornare alle urne e che sia il MoVimento 5 Stelle a vincere le prossime elezioni comunali è evidente. Per questo, oggi, nonostante i dissapori, Renzi decide di salvare Marino. Ha semplicemente paura del voto, ma il solo modo di ripristinare la legalità a Roma è tornare alle urne". Lo dichiarano parlamentari e consiglieri capitolini M5S. "Lo stesso Pd, ad Ostia, sia da anni punto di riferimento del malaffare e di clan criminali- concludono i grillini- l'arresto del loro mini-sindaco Andrea Tassone, coperto politicamente e mediaticamente fino all'ultimo giorno da Matteo Orfini, ne è la più chiara e limpida dimostrazione".

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