Politica

Quando il sindaco è all’estero succede sempre qualche cosa

Sciopero dei vigili, caos profughi e i nubifragi

C’è chi parla di sfortuna, chi invece non ammette giustificazioni. Fatto sta che al sindaco Ignazio Marino dice davvero male: ogni volta che è fuori Roma, succede qualcosa e i romani ne reclamano la presenza. Allagamenti, incidenti, crisi politiche, rivolte. E perfino funerali di boss. Il problema è che il primo cittadino un po’ se le cerca. Ben 15 volte, secondo i conti fatti dal deputato Pd Michele Anzaldi, Marino si è allontanato da Roma in viaggi più o meno istituzionali. L’ultima della serie, appunto, cinque giorni fa: dopo un tour del Texas con moglie e figlia, Marino ora è a ricaricare le batterie ai Caraibi e prima di tornare a Roma passerà a salutare gli amici a New York. Data prevista per il rientro: 1 settembre. Il 20 agosto, invece, era in qualche isola sperduta del Mar dei Caraibi, mentre i Casamonica facevano il loro funerale in pompa magna al capostipite Vittorio.   VIGILI E GAMBA ROTTA Certo, se avesse seguito il consiglio del sottosegretario Angelo Rughetti («le vacanze poteva farle ad Ostia») il sindaco avrebbe potuto farsi vedere, e poi raggiungere di nuovo la famiglia al mare. Ma a Marino piace fare tanti chilometri. Solo che poi accade l’imponderabile. Durante le vacanze di Natale 2014, il sindaco prolunga, suo malgrado, la settimana bianca negli States a causa di un brutto infortunio alla gamba: esplode la bufera sui vigili urbani e il sindaco minaccia licenziamenti in teleconferenza. A maggio 2015, Marino vola di nuovo, stavolta a Philadelphia. L’occasione è il ritiro di una laurea honoris causa in un ateneo locale. In quei giorni c’è un nubifragio che paralizza la città e si verifica il tragico incidente di via Mattia Battistini, con l’auto guidata dal minorenne rom che falcidia i passanti al semaforo.     NOVEMBRE NERO Tante polemiche nel novembre 2014. Per il giorno 6, la protezione civile prevede una nuova bomba d’acqua, di dimensioni simili a quella che aveva colpito nel gennaio 2014 l’area di Roma Nord. La sala operativa è in allerta, ma il sindaco decide di partire verso Milano per partecipare all’assemblea annuale dell’Anci, affermando che comunque sarebbe stato «in stretto contatto con gli operatori e pronto a rientrare in qualsiasi momento». Il sindaco riesce a farsi contestare anche da Gianni Alemanno, che gli rinfaccia la sua vigorosa spalata di neve a Cesano nel 2012. Ancora a novembre 2014, ma il 12, Marino se ne va a Londra: la scusa è quella di una conferenza organizzata dall’Economist: va a spiegare agli inglesi la mobilità sostenibile della Capitale. Nelle stesse ore monta la rivolta di Tor Sapienza: siamo a lunedì, Marino si recherà nel quartiere periferico soltanto il venerdì, beccandosi fischi e insulti. Non solo. Perché sempre a novembre 2014 esplode il Panda-gate: uno dei momenti più difficili della sua travagliata esperienza in Campidoglio; i consiglieri cospirano contro di lui e il sindaco stavolta è costretto a rientrare in tutta fretta da Parigi per provare a non farsi sfiduciare.     VIAGGI INUTILI Michele Anzaldi, tuttavia, insinua anche un altro tipo di dubbio. Va bene che il sindaco viaggia troppo, ma poi queste missioni cosa producono? Poco o nulla, secondo l’esponente dem. Soprattutto quando se ne va negli Usa. La prima visita alla sua «seconda Patria» arriva pochi mesi dopo l’insediamento in Campidoglio: dal 10 al 12 dicembre 2013 Marino viaggia tra New York e Washington alla ricerca di investimenti per Roma, ma due anni dopo di quei finanziamenti non si è visto neanche un euro. Il 21 agosto 2014 una delegazione romana guidata dal sindaco va a incontrare «il presidente della Roma, James Pallotta per la costruzione dello stadio». Tenendo presente che il patron giallorosso si è rivelato un presidente molto presente e viene spesso a Trigoria. «Il 15 settembre 2014 Marino è a San Francisco» ancora una volta con la motivazione ufficiale della ricerca di finanziatori per i beni culturali del Comune di Roma. Un altro viaggio che non sembra aver portato i suoi frutti.

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