Sulle primarie, nel centrodestra si va delineando una geografia complessa ma non troppo. Chi va sparato a favore e chi, invece, le vuole «a condizione che». Alla prima categoria appartiene senz’altro Raffaele Fitto, leader dei Conservatori Riformisti: «Le primarie - ha dichiarato ieri - sono la strada maestra per ricostruire una coalizione vincente», lanciando poi una stoccata al "niet" di Berlusconi: «Chi non le vuole punta forse (inconsapevolmente o meno, c’è da chiedersi) a non disturbare Renzi, garantendo un centrodestra bloccato». Sull’altro fronte, quello dei «possibilisti a condizione che», si colloca invece Renato Brunetta. Il capogruppo azzurro alla Camera individua nelle primarie uno strumento utile in mancanza di accordo politico tra i partiti. «Il 28 maggio 2014, nell’ufficio di Presidenza - ha ricordato Brunetta a La Stampa - Forza Italia aveva già discusso e deliberato la possibilità di tenere le primarie di coalizione nel caso in cui non fosse possibile individuare un candidato condiviso all’interno del centrodestra». Quindi, nessuna chiusura, anzi, segnali di fumo in corso. Almeno così pare dalle dichiarazioni della giornata. A supporto di Fitto arrivano gli esponenti del suo movimento, Capezzone («occorrono elezioni primarie e una limpida azione di ricostruzione sui contenuti»), Bonfrisco, Bianconi, Perrone e Altieri. Sulla linea di Brunetta si esprime il Mattinale: «Le primarie - scrive la nota degli azzurri - sono uno strumento su cui è bene discutere come extrema ratio». Si affaccia anche Flavio Tosi, leader del neonato Fare: «I cittadini hanno diritto di scegliere il proprio leader e la squadra». Nel pomeriggio, anche Giovanni Toti torna sul punto: «Non ho mai sostenuto che le primarie vadano bene in assoluto - dice - ma credo che possano essere uno strumento d’appello o cassazione quando le forze politiche del centrodestra non trovino un accordo prima». Insomma, dopo la stroncatura di domenica da parte di Berlusconi, che ne aveva ricordato la «manipolabilità», pur riconoscendone i limiti in Forza Italia non si scarta l’idea. Posizione confermata in serata da Brunetta al Tg1. Si pronuncia anche il leader della Lega Matteo Salvini, che al Tg3 sottolinea la necessità di svolgere le primarie «ovunque», perché «non è più tempo di decidere le candidature nel buio di qualche stanza». A stretto giro, la replica di Fitto: «Sono molto lieto della risposta positiva di Matteo Salvini».
No alle primarie. Ma non troppo
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