Dove si interviene per risparmiare, in un modo o in un altro, si corre ai ripari con un nuovo esborso di soldi per rimediare a un errore. È ciò che accadrà a breve per modificare la livrea delle nuove volanti. Le Seat Leon, preferite per poche decine di euro alle italiane Alfa Giulietta, sono state allestite con il vecchio 113 sulla parte posteriore. Una "svista", considerando il decreto emanato dal Ministero delle Comunicazioni ormai cinque anni fa, e che obbligherà a mettere mano sulle auto pronte a entrare in servizio per sostituire l’adesivo con il 112 approvato come numero unico delle emergenze. Per il segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia), Gianni Tonelli, un «errore che costerà caro». Svista o errore evitabile? «È l’ennesima dimostrazione di come il Governo non abbia tra le sue priorità la sicurezza del Paese. Per risparmiare 83 euro hanno preferito dotare il Corpo di macchine straniere e con prestazioni e maneggevolezza nettamente inferiori rispetto alla "concorrente" nostrana Alfa Giulietta. Era proprio necessaria questa nuova livrea? No, anzi. In questa amministrazione la mano destra non sa mai cosa farà la mano sinistra e si continuano a buttare soldi. Del decreto sul Nue si parla da anni: vero è che il Paese paga cifre assurde come sanzioni per non aver ancora dato seguito alla direttiva comunitaria del 2002 che prevede l’istituzione di un numero unico europeo di emergenza. Si dovrà mettere mano al portafogli per rimediare a una disattenzione ridicola. Livrea a parte, come se la passa il parco auto della polizia di Stato? Male. I dati sono impietosi: le macchine a disposizione vengono considerate "semi giovani" se hanno 200mila chilometri. Mezzi che cadono a pezzi, non ci sono i soldi per aggiustarli e si continua a prestare servizio con cassoni da rottamare. Gli agenti sono in grado di fronteggiare adeguatamente la criminalità? In queste condizioni la lotta alla criminalità diventa più dura. Passino i buchi sui sedili, i volanti a brandelli, ma il vero problema sono i motori dei mezzi prossimi a lasciare gli agenti a piedi nel bel mezzo di un inseguimento, le gomme usurate che qualsiasi poliziotto della Stradale contesterebbe ad un cittadino fermato per un normale controllo. È solo una questione di mancanza di fondi da destinare alla sicurezza? Sembra ci sia quasi un disegno dall’alto. Al solito partito dell’antipolizia piace remare contro il nostro Corpo e se gli agenti non hanno le possibilità materiali di affrontare i criminali tanto di guadagnato per chi passa il proprio tempo a denigrarci. Le volanti che cadono a pezzi o allestite in modo errato non sono che il contorno a tante altre pecche di un sistema al collasso: dalle divise introvabili ai commissariati sporchi e con arredi logori, siamo costretti a lavorare in condizioni ridicole sotto lo sguardo indifferente di chi ci governa.
«Risparmiano sulla nostra pelle»
«A 200 km/h con gomme lisce»