Politica

Marino: «Dal 2013 dico che a Roma c’è la mafia»

Prova a prendersi la sua rivincita il sindaco Marino. «La mafia a Roma esiste, come in Italia e in molti altri Paesi. L'ho affermato spesso in campagna elettorale, già nella primavera del 2013, l'ho...

Prova a prendersi la sua rivincita il sindaco Marino. «La mafia a Roma esiste, come in Italia e in molti altri Paesi. L'ho affermato spesso in campagna elettorale, già nella primavera del 2013, l'ho ribadito da sindaco, quasi inascoltato» ha scritto ieri sul suo sito. «Dico "quasi inascoltato" - ha aggiunto - perché, mentre ci si divideva tra chi ne denunciava l'esistenza e chi la contestava, c'era chi, tra tutti il procuratore capo Giuseppe Pignatone, ne definiva incisivamente i caratteri distintivi, l'originalità territoriale, i metodi d'infiltrazione nella comunità civile e democratica, nonché le dinamiche di relazione con la politica. Dopo gli arresti della Procura di Roma è stato un funerale a svelare al mondo il contesto criminale nel quale la mia Amministrazione si è trovata, sin dall'inizio, ad operare». Marino parla di segnali inquietanti: «I vivi hanno parlato con il corpo di un morto, quello di Vittorio Casamonica - afferma - Nessuno vuole negare una silenziosa pietà umana ma, come bene ha detto don Luigi Ciotti, non possiamo permettere che il rito religioso sia strumentalizzato. Per parlare a chi? Non certo alle nostre coscienze. A chi allora? In primo luogo alla politica e alle sue istituzioni democratiche». Il riferimento è all’inizio del maxiprocesso in programma dal 5 novembre. Marino si toglie anche un sassolino dalla scarpa: «Sono passati i tempi in cui, nell'agosto 2013 il prefetto di Roma negava che a Roma ci fossero fenomeni mafiosi ma solo "fatti e comportamenti riconducibili alla criminalità organizzata". Oggi la mia voce oggi è meno isolata». Il 27 agosto 2015 il Consiglio dei Ministri riceverà la relazione del Ministro Alfano per fare il punto su un eventuale inquinamento mafioso del Campidoglio. Sembra difficile che venga commissariato il Comune. Ma alla luce di quanto sta accadendo sembra anche un paradosso. Del resto lo dice anche il presidente dell’Antimafia Rosy Bindi: «A Roma la mafia c’è. L'aspetto più grave continua ad essere questo negazionismo». Di tutt’altro avviso le altre forze politiche. I deputati dell’Antimafia del M5S chiedono lo scioglimento del Comune: Marino «si indigna, ma come sempre solo il giorno dopo, perché prima non ha visto nè sentito; Orfini si indigna, mentre la magistratura ha arrestato uomini del Pd per collusione». «Marino non sapeva, il prefetto non sapeva, il questore non sapeva. Alla faccia del controllo del territorio. Troppe persone irresponsabili agiscono come le tre scimmiette» sostiene Rampelli (Fdi) mentre l’eurodeputata di FI Lara Comi chiede risposte da Alfano e Marino, da «chi non è stato in grado di evitare quello spettacolo indecoroso e offensivo per l’Italia».

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