L’immagine tutta hollywoodiana del funerale di Vittorio Casamonica, celebrato due giorni fa in una Roma d’agosto semideserta, è l’ennesima brutta fotografia dell’incapacità della giunta Marino di governare la nostra città. A ferire l’orgoglio dei romani, tuttavia, non sono soltanto lo sfarzo e la sfrontatezza con cui il clan Casamonica ha voluto ribadire la propria presenza in città, ma soprattutto la disarmante assenza delle istituzioni e la grave incapacità del sindaco Marino e del Partito Democratico di assumersi le proprie responsabilità. Come già avvenuto in diverse occasioni infatti, la sinistra ha tirato fuori l’unica vera grande capacità dimostrata in questi anni, grazie anche alla sponda di una parte dei media locali e nazionali: fare scaricabarile. È avvenuto anche in questo caso: per nascondere questo ennesimo scivolone la sinistra ha ritirato fuori una vecchia fotografia in cui mi si ritraeva insieme a un membro della famiglia Casamonica. Peccato che, come ormai ampiamente dimostrato, quella foto è puramente casuale, fatta con una persona a me sconosciuta durante la "famosa" cena organizzata dalla Lega Coop, in cui era ospite anche il ministro Giuliano Poletti e buona parte del Pd romano. La realtà che risulta a tutti gli atti, comprese le carte dell'inchiesta di Mafia Capitale, è che io non ho avuto mai nulla a che fare con i Casamonica e che anzi ho sempre combattuto durante la mia attività amministrativa gli interessi sul territorio di questo clan. Ma il punto, evidentemente, non può essere questo: dopo mesi che a Roma si parla solo di Mafia, come può essere successo che le istituzioni si siano fatte passare tra le gambe un funerale così? È possibile credere che in Campidoglio nessuno sapesse, che non fosse giunta notizia di un funerale in pompa magna di un membro di un clan così tanto noto alle cronache? Si può ancora sostenere il solito giochino dello scaricabarile fra istituzioni, senza che nessuno abbia il coraggio di assumersi le responsabilità di fronte ai romani? I fatti ci dicono che l’immagine di sindaco "sceriffo" che Marino ha cercato di cucirsi addosso in questi mesi è del tutto fasulla: i vertici capitolini e del Pd si accorgono dei problemi di legalità solo molto dopo che qualcun altro li scopre e li denuncia. Non c’è nessun merito e nessuna particolare attenzione per la legalità che proviene direttamente da questa Giunta e dal Partito che a Roma la rappresenta.
Impossibile per le istituzioni non accorgersi di nulla
di Gianni Alemanno
