La Camera abbandonerà il capannone che ha affittato dal 2001 a Castelnuovo di Porto (pagando 800 mila euro all’anno). La zona, segnalata dall’Autorità di Bacino del Tevere come soggetta a inondazioni, ospita un centro polifunzionale, dove hanno trovato posto libri, giornali, documenti e mobili di Montecitorio. L’anno scorso un’alluvione ha rovinato molti beni: 44 mila volumi sono andati al macero, altri 27 mila sono stati danneggiati. I questori della Camera hanno presentato la richiesta all’Agenzia del Demanio di poter avere gratuitamente un edificio in cui traslocare ma «tuttavia allo stato attuale non ha avuto alcun riscontro positivo». In attesa di una risposta, Montecitorio precisa che l’alluvione non ha distrutto un «tesoro», come Il Tempo ha definito le decine di migliaia di documenti e gli altri beni rovinati che erano conservati nel capannone. «I volumi della Biblioteca della Camera custoditi nei locali di Castelnuovo di Porto parzialmente danneggiati a seguito dell’allagamento sono già stati integralmente recuperati con oneri pari a 59.233 euro+Iva posti totalmente a carico dell’assicurazione, così come avvenuto per gli altri costi relativi ai danni causati dall’alluvione. Tali opere sono pertanto consultabili a partire da novembre 2014 dagli utenti della Biblioteca che ne fanno richiesta». Non solo. «Al fine di ottimizzare gli spazi disponibili presso i magazzini di Castelnuovo di Porto, la Biblioteca della Camera ha condotto un’operazione di scarto di materiali, che rientra tra le ordinarie attività di gestione del patrimonio di qualsiasi biblioteca, che ha interessato circa 44.000 volumi che solo in minima parte avevano riportato danneggiamenti a causa dell’allagamento. Si tratta in particolare di terze e quarte copie della collezione degli Atti parlamentari, ormai digitalizzata in tutte le sue serie e disponibile sul sito internet della Camera dei deputati». E se lo scorso 5 agosto il deputato del M5S Fraccaro ha denunciato in Aula che nel capannone c’erano anche mobili provenienti dalla Reggia di Caserta, la Camera smentisce e precisa: «Nessun arredo di pregio risulta essere stato danneggiato dall’allagamento, grazie ad una collocazione che consente di preservarli da eventi di questo genere». Infine, come già precisato dopo un articolo scritto dal Fattoquotidiano.it non sono andati distrutti «materiali elettorali di proprietà o nella disponibilità della Camera».
Addio al magazzino allagato, la Camera trasloca
Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it La Camera abbandonerà il capannone che ha affittato dal 2001 a Castelnuovo di Porto (pagando 800 mila euro all’anno). La zona, segnalata dall’Autorità di Bacino...
