Politica

Cercansi stranieri? Sì, anche al governo

La pazza idea del Tempo: facciamo valere le regole per i musei anche alla politica Unica controindicazione, a Ventimiglia frontiere bloccate per i ministri italiani

Giusto o sbagliato nominare delle personalità straniere alla guida dei più importanti musei italiani? Mentre il dibattito appassiona il mondo artistico e accademico, viene naturale chiedersi in quali altri settori l’immissione di cervelli esteri potrebbe rappresentare un toccasana. E non c’è dubbio che in cima alla lista si troverebbe il mondo della politica, che alle nostre latitudini non ha dato grandissime prove di sé negli ultimi tempi. Lungi da Il Tempo il voler sposare teorie grilline o «galantine», ma il lettore pensi per un attimo al senso di straniamento che proverebbe se, entrando nella cabina elettorale, sulla scheda trovasse i nomi di Tony Blair o Gerhard Schroeder, di José María Aznar o Bill Clinton. E provi a immaginare la campagna elettorale. Schroeder promette: «Ho rialzato la Germania, ci riuscirò anche con l’Italia». Blair ribatte: «Siete stufi dei D’Alema, Bersani e Renzi (sì, è ora di rottamare anche lui)? Io rinnoverò la sinistra in questo Paese. Dopo il New Labour, il New Pd». Ipotesi fantascientifiche, senza dubbio. Ma neanche troppo se si pensa che in tanti altri settori, ancora più popolari, lo sdoganamento dello straniero è una regola da decenni. Qualcuno ha dimenticato l’Inter di Mourinho? L’ultima volta che un club italiano ha vinto qualcosa di importante all’estero, lo ha fatto con una squadra interamente straniera, a partire dall’allenatore. Eppure nessuno si è scandalizzato. Così come in pochi si scandalizzano se la Nazionale è piena di oriundi pur di mettere in piedi una squadra decente. Se proprio si deve trovare un trisavolo con origini italiane, non è forse meglio di Osvaldo un Rudolph Giuliani da insediare in pianta stabile al Viminale? Il Tempo ci ha provato per gioco: ecco il nostro esecutivo con tutte all star straniere. Ci sono anche tre donne e tre personalità di colore, per rispettare quote rosa e multietnicità. I posti, in molti casi, data l’esperienza dei prescelti possono persino essere interscambiabili. Resterebbero solo due piccoli problemi. I big esteri ci terrebbero sul serio ad aver a che fare con l’Italia? A che prezzo? E, soprattutto, dove mandare i politici nostrani? Facile immaginare le scene alla frontiera, modello Ventimiglia: «No, grazie. Dall’Italia prendiamo chef, cinematografari e stilisti. I perditempo ve li lasciamo».     ECCO IL NOSTRO GOVERNO DI STAR     Presidente del Consiglio TONY BLAIR     Interni RUDOLPH GIULIANI     Esteri KOFI ANNAN     Salute BILL CLINTON     Ambiente AL GORE     Difesa CONDOLEEZZA RICE      Diritti AUNG SUU KYI     Economia DOMINIQUE STRAUSS-KAHN     Giustizia CARLA DEL PONTE     Istruzione BILL GATES     Sport GEORGE WEAH

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.