Proviamo a mettere le cose in fila. Forza Italia è nel Partito Popolare Europeo ma è criticissima nei confronti della leadership tedesca, preferendogli ultimamente le mosse di Hollande, il cui partito è iscritto ai Socialisti Europei. Matteo Salvini ha schierato la Lega al fianco di Marine Le Pen nell’europarlamento e sta costruendo ponti sempre più solidi con il leader di Mosca Vladimir Putin. Che, per inciso, resa sempre uno degli amici più cari di Silvio Berlusconi. La motivazione è semplice: le sanzioni decise dalla Ue nei confronti di Mosca finiscono per penalizzare gli esportatori italiani e vanno eliminate. Tutto fila? Non proprio, perché poi ci sono i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, seduti nel gruppo di Cameron, che a legarsi mani e piedi con lo zar russo non ci tengono, ribadendo a ogni pie’ sospinto la fede reaganiana. Differenze anche nel giudizio sull’euro. Fosse per Meloni e Salvini - ispirato da economisti come Bagnai, Borghi, Rinaldi e altri - la valuta in circolazione dagli albori del millennio sarebbe già un retaggio del passato. Forza Italia, pur criticando i trattati - e in particolare l’impossibilità per gli Stati di stampare moneta e svalutare - resta molto cauta su un’eventuale uscita dall’euro. Tra i fittiani invece c’è chi, come Capezzone, auspica per lo meno che l’Italia minacci un piano B, un addio alla valuta unica, per ottenere condizioni migliori dalla Ue.
La Russia di Putin divide i lepenisti dai Conservatori
