Lucia Borsellino, la figlia del giudice Paolo ucciso dalla mafia nell’attentato del luglio 1992, avrà la scorta. Dopo essere stata suo malgrado coinvolta nel caso della presunta intercettazione tra il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e il suo ex medico personale Matteo Tutino - con quest’ultimo che avrebbe pronunciato la frase «Lucia deve fare la stessa fine del padre» - l’ormai ex assessore regionale alla Salute ha visto assegnarsi un’auto blindata e due agenti di scorta dal comitato per l’ordine e la sicurezza del Viminale. La decisione, che è stata adottata a Ferragosto, sarebbe legata alle indagini sulla sanità e anche, ma non soltanto, ai numerosi esposti presentati dalla figlia del magistrato quando era assessore regionale. In quella veste la Borsellino ha fornito ampia collaborazione agli inquirenti, come riconosciuto anche dal capo della Procura di Palermo all’indomani dell'arresto di Tutino.
Il caso Crocetta-Tutino
Il Viminale assegna la scorta a Lucia Borsellino
