Politica

«Così blocco l’Italia di Renzi E in piazza voglio anche Grillo»

"Dobbiamo provare a costruire i mezzi per la spallata a Renzi, con tutti quelli che ci stanno. Ma proprio con tutti"

«Dobbiamo provare a costruire i mezzi per la spallata a Renzi, con tutti quelli che ci stanno. Ma proprio con tutti. Certo non con i due-tre vescovi isolati che ci attaccano». Matteo Salvini è soddisfatto della prova di popolo ferragostana della Lega Nord a Ponte di Legno. Il giorno dopo l’annuncio della tre giorni di «blocco totale», al Tempo spiega che l’obiettivo di chiamare a raccolta gli italiani è «per dimostrare che questo governo non è solo finito. Ma ha sfinito». E perché, per fare questo, è pronto a lanciare un appello a Beppe Grillo: «Porta i grillini in piazza con noi».   Salvini, perché si è in messo in testa di bloccare l'Italia per tre giorni? «Perché me lo chiedono sempre più persone che non ce la fanno ad arrivare a metà mese, altro che ultima settimana. La cosa che mi ha colpito è che non sono più solo il pensionato al minimo, il disoccupato, che ci chiedono di fare qualcosa di forte, ma a questi si uniscono avvocati, medici, commercianti e il popolo della partite Iva. Ormai il problema non è più solo al piano terra. E siccome le maniere normali le abbiamo provate tutte, proviamo a coinvolgere adesso tutta Italia».   Che cosa ha in mente? «Immagino tre giorni di manifestazioni civiche. Per questo c’è bisogno di una lunga preparazione, per permettere che ciascuno, per quello che potrà fare, possa dire: io ci sono. Le giornate avranno un’etica: consumare, ad esempio, solo prodotti italiani. Andremo anche nel concreto delle proposte: ci saranno iniziative per l’Agenzia delle entrate, per le prefetture, per le banche. Immaginate un’Italia che si ferma, che non dà quattrini a questo governo, per poi ripartire».   Come pensa di coinvolgere tutta l’Italia? «Vorrei che non fosse solo la Lega, ma tutto il centrodestra a partecipare e a organizzare: Forza Italia, Fratelli d’Italia e così via. Posso anticipare che finiremo con una grande manifestazione. Attenzione, non penso di coinvolgere solo il centrodestra ma tutti quelli che - almeno a parole - dicono di essere contro Renzi. I sindacati, ad esempio. E, lo dico qui, vorrei con noi anche i grillini».   Dopo l’immigrazione che cosa si aspetta da questi ultimi? «Nulla. Sull’immigrazione Lega e 5 Stelle, nonostante la buona volontà di Grillo, non sono dalla stessa parte della barricata. Nei fatti, fino alla chiusura dell’Aula, il loro ultimo ordine del giorno prevedeva un premio per i comuni che ospitavano i presunti profughi. Io adesso, invece, propongo loro quest’altra occasione. Visto che a parole sono anti-Renzi, organizziamo qualcosa insieme. Poi andiamo a votare e che vinca il migliore».   Come si fa a bloccare il Paese con il Pil che cresce dello 0,2%? «Quello è un dato drammatico. A furia di zero virgola tra dieci anni saremo ancora al punto di partenza. La nostra manifestazione è per abbattere lacci, lacciuoli che questo governo lascia intatti. Se non invertiamo completamente la rotta è la fine. Meglio alzare la testa allora. Tre giorni di blocco totale valgono altro che la pena, di più».   È tornato a parlare, a proposito di immigrazione, di «sostituzione etnica» degli italiani. «Non penso più che l’immigrazione massiva sia una fatalità, un caso o un’emergenza. Penso che sia una manovra organizzata da chi ha interesse a importare manodopera a basso costo, a svilire i valori del lavoro, della società, della famiglia e della comunità. Ci metto dentro l’Europa, una parte minoritaria della Chiesa, il mondo sindacale, la sinistra in generale».   È pronto a perdere i voti dei cattolici sull'immigrazione dopo lo scontro che ha avuto con il vescovo Galantino? «Galantino parla per se stesso. Non ce l’ho con la Chiesa, ce l’ho con tre-quattro "compagni" che usano la tonaca per fare politica. Infatti Galantino non è stato difeso da nessun altro. È l’uomo sbagliato, nel posto sbagliato che dice cose sbagliate. Le guance da porgere sono finite».   Sa che anche dal centrodestra l’hanno accusata di aver esagerato nella polemica con la Chiesa? «Purtroppo ci sono alcuni settori del centrodestra che vorrebbero amoreggiare con Renzi perché hanno paura di perdere la poltrona. Fortunatamente non penso che ciò provenga da casa Berlusconi».   Da Ncd ironizzano sulla sua visita in Nigeria. «Non ho niente da rispondere a un partito che non esiste. Da parte mia conto di portare dei risultati, di poterli aiutare e di trovare aiuto da parte dei nigeriani. Tutte cose che dovrebbe fare il governo italiano».   Siamo stati al Cara di Mineo. È tutto rimasto come al tempo della sua visita. E abbiamo scoperto che non ci sono profughi siriani... «Spero che non occorra aspettare cinquanta arresti prima di smantellare tutto. So che lì ci sono sprechi per decine di milioni di euro e, se non ci sono siriani, c'è comunque gente che ci campeggia da un anno e mezzo. E ciò torna utile a qualcuno».   Come farà a coniugare il dialogo con Vladimir Putin con il suo viaggio negli States? «Ci sono comunanze di interessi e di valori. Ho parlato con diversi esponenti - ovviamente non obamiani - che sulla geopolitica, sull'economia, sulle sanzioni, sull’Islam e sulla famiglia sono vicini alle posizioni di Putin. Il problema non è la guerra fredda, una cosa non esclude l’altra: ma chi incontri in Russia e in America».   Che cosa pensa della polemica sulla «fede» sollevata a proposito della proposta di candidare Buttafuoco in Sicilia? «Una follia questa polemica. Ribadisco tutta la mia profonda stima per Pietrangelo Buttafuoco. E aggiungo che se tutti gli islamici del mondo fossero come lui non avremmo mai avuto Isis, talebani e fondamentalisti di ogni sorta».   Arriverà un Salvini al Sud? «So che si stanno avvicinando tantissime persone di valore. E, perché no, qualcuno magari migliore di Salvini stesso».

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