Politica

Salvini: i profughi prendeteli in Vaticano

Asse Carroccio-MoVimento contro gli stranieri

«Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano...?» Con questa battuta di fuoco Matteo Salvini risponde alle critiche che gli sono piovute addosso dai cattolici dopo aver «sfidato» Papa Francesco sul tema dell’immigrazione. Come riportato puntualmente ieri da Il Tempo, Salvini ha detto chiaro e tondo che respingere i clandestini è un dovere anche dei cattolici, entrando in piena collisione con il Santo Padre per il quale il respingimento «è un atto di guerra». Così, se da un lato sembra stia nascendo un asse Lega-M5S sul tema dell’immigrazione, da un altro il Carroccio è in piena e aperta polemica con il Vaticano. Il senatore leghista Roberto Calderoli interviene «a gamba tesa» nella polemica: «Io ho voluto conoscerlo all’inizio del suo mandato, perché ero rimasto affascinato da questo Papa che parlava come le persone normali e non dall’alto del Vaticano», ha premesso l’ex ministro delle Riforme in un’intervista ad Affaritaliani.it. «L’ho conosciuto e gli ho parlato brevemente e avevo confermato questo mio innamoramento. Però, con il tempo, è un po' venuto meno». Per quale motivo? «Mi sembra un po' un Papa alla Renzi. Tutti i giorni una serie di comunicati, di slogan...ci mancano solo le slide e poi è come il segretario del Pd». Calderoli non esclude un incontro, magari insieme a Salvini, con Papa Francesco. «Se ci fosse un invito non ci sarebbe nessun problema, sicuramente da parte mia e credo anche da parte di Salvini. Io posso capire quello che cerca di dire il Papa, però la domanda che pongo rispetto alle soluzioni che sostanzialmente dicono che dobbiamo accogliere chiunque cerca di venire da noi è la seguente: ci sono un miliardo e 200 milioni di persone in Africa, se decidessero tutti di venire di qua, cosa facciamo? Il mondo deve rispondere a delle regole. E la regola è che tu non puoi entrare illegalmente in un paese, spacciandoti per richiedente asilo quando i tre quarti di queste persone sappiamo che non scappano da guerre». Salvini si è ironicamente chiesto se i migranti li stanno portando nella Santa Sede. «In Vaticano - ha detto Calderoli - addirittura, non ricordo l’anno esatto in cui è stata emanata, una legge dello Stato Pontificio che prevede che nessuno possa entrare senza una debita autorizzazione. Chiunque lo faccia può essere anche arrestato. E questa legge non è più stata modificata da allora». Calderoli ha concluso: «Papa Francesco fa bene a pensare alle anime, ma anche a quelle di casa nostra... e non solo a quelle che vengono da fuori». E ancora: «Per me è stata una delusione quando ho visto che ha ricevuto la falce e il martello con su il crocefisso e non glielo ha piazzato sulla testa o non l’ha rifiutata. Oppure quando ha preso il sacchetto di foglie di coca e se l’è appeso al collo. Mi dispiace per il Papa, ma il messaggio che passa ai giovani deve essere di tutt’altra natura». Insomma è guerra aperta tra Lega e Vaticano che proprio non ha intenzione di farsi dettare da Salvini e Calderoli la politica da seguire. Il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Marco Tarquinio ha criticato duramente l’atteggiamento di Salvini: «Chi, in Italia come in qualunque altra parte d'Europa e del mondo, capovolge addirittura la disperazione di questi perseguitati in atto di "invasione" è, e la storia lo marchierà inesorabilmente così, di fatto un complice attivo di dittatori, sfruttatori, trafficanti e tagliagole», ha scritto Tarquinio. E ancora: «Siamo stanchi di questa politica vuota di ideali e di sagge iniziative che gioca a svuotare il cuore della gente per riempirlo di risentimento. Di questi politici che magari, come Matteo Salvini, sembrano aver imparato un po' di formali buone maniere, ma continuano a chiamare sprezzantemente "clandestini" altri essere umani, insistono a spacciare le favole false, feroci e tristi dei migranti trattati da "signori" a scapito dei poveri di casa nostra e non si vergognano di presentarli, a giorni alterni, come sfaccendati assoluti o come pericolosi rubalavoro». Tarquinio, dando voce ai sentimenti della comunità ecclesiale italiana aggiunge: «Siedono in Parlamento, hanno diritto di parola e di voto in Europa, governano: si decidano a fare ciò che è giusto e la smettano di parlare a vuoto. Per far finire affari e tragedie sulla pelle dei perseguitati e dei poveri non servono bombe, servono corridoi umanitari presidiati dall’Onu e, nel nostro caso, dalla Ue. Servono idee chiare e la consapevolezza che il cinismo uccide».

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