Politica

Angelino Alfano

Divisioni interne e veti esterni Scissione controllata in vista

Se lo si prende alla lettera e ci si ferma al nome, ufficialmente, è l’anello debole della catena a destra. In realtà per Angelino Alfano e il suo Nuovo Centrodestra le cose, stando al governo con il centrosinistra, non vanno poi così male. Paradossi della politica italiana. Dicevamo: è soddisfatto dell’azione di governo, uno dei suoi ministri come Beatrice Lorenzin alla Sanità prosegue nell’azione di una riforma targata Ncd, per lui la riduzione delle tasse annunciata è giudicata «appagante», e la compattezza della corrente neodemocristiana si dimostra convinta nell’appoggio a Matteo Renzi. Nella testa di Alfano resta aperta, in ogni caso, la finestra di un ricongiungimento dei moderati ma finché il dominus mediatico (e politico) sarà Matteo Salvini il recinto lì resta sbarrato. Certo, ha mantenuto rapporti cordiali con la triade Fitto-Tosi-Meloni e, per quanto possibile, con lo stesso Silvio Berlusconi, ma - con un centrodestra fatto di «veti» - lo sbocco più probabile per Alfano sarà tentare con Ncd ed Area popolare lo sbarramento all’Italicum per poi sostenere il centrosinistra in un eventuale ballottaggio. Il sogno del ministro dell’Interno, infatti, continua a essere quello di un Pd che perde ancora pezzi a sinistra in modo tale da poter contribuire così con il suo stato maggiore alla formazione del partito della Nazione. In attesa di ciò - che significherebbe ovviamente un movimento in uscita «controllato» da parte di alcuni dei suoi - l’ala destra del suo partito è impegnata a ricostruire un potenziale centrodestra a partire dalle elezioni comunali sul modello che ha vinto a Venezia. Inquieta resta l’ala identitaria capitanata da Nunzia De Girolamo: non a caso si continua a parlare di lei come una delle ambasciatrici del progetto di Matteo Salvini al Sud. Dal «laboratorio» del Nuovo Centrodestra insomma ce n’è, in uscita, per tutti.

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