La riforma Franceschini cambierà in meglio la vita di molti cittadini e professionisti. Le novità che semplificano le procedure burocratiche, un tempo labirinto difficile da percorrere, sono state presentate alla Casa dell’Architettura durante l’incontro “Nuove opportunità per la tutela e conservazione del territorio”. Virginia Rossini, consigliere e presidente del Dipartimento Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti di Roma, ha fatto il punto sui principali aspetti della riforma: la riorganizzazione del Ministero, l’istituzione dell’art bonus e la novità delle schede per le richieste di intervento per il miglioramento sismico che saranno obbligatorie dal 1 settembre. “Questi approfondimenti servono a capire ciò che ci aspetta nel nostro lavoro quotidiano”, ha spiegato la Rossini. Presente all’incontro anche il direttore generale Belle Arti e Paesaggio, Francesco Scoppola, che ha spiegato come “gli investimenti nel settore, nel giro di un anno si moltiplicano fino a 13 volte in termini di ricaduta generale: se investo un milione di euro ci sono ricadute positive per 13 milioni di euro, secondo le stime della Bocconi. Saremmo davanti a un tipo di rilancio incredibile per il Paese”. Dal sistema-impresa per il Paese ai servizi per i singoli italiani, la riforma punta sostanzialmente alla collegialità delle decisioni sul territorio. “Il cittadino – ha spiegato il dg Scoppola - può rivolgersi non solo a un singolo ma a un insieme di esperti. Esistono ora due tipi di percorsi: si può chiedere la revisione di un pronunciamento, il riesame del pronunciamento, oppure si può proporre un ricorso gerarchico senza dover andare in un tribunale ma si può andare alla stessa amministrazione a presentare ricorso gerarchico. Quindi esistono due nuovi percorsi per un pronunciamento collegiale”. Per il rilascio dei permessi in caso d’interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione, i tempi si sono ridotti grazie allo Sblocca Italia che ha modificato il procedimento per il rilascio e l’architetto Renata Codello, soprintendente per le Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, ha parlato di un tempo ragionevole che servirebbe agli architetti quando fanno istanza per ottenere le autorizzazioni della soprintendenza e che dovrebbe essere di 30-40 giorni e non dei 90-120 che servono ancora oggi. Altro aspetto fondamentale della riforma è stato presentato dall’architetto Roberto Banchini, dirigente del servizio III tutela del Paesaggio: l’importanza della pianificazione paesaggistica che è indicata nella stessa direttiva che il Ministro ha dato a tutto il ministero tra gli obiettivi primari e strategici dell’amministrazione. “La pianificazione paesaggistica è una co-pianificazione tra Stato e Regioni - ha spiegato - e vede al tavolo gli uffici tecnici competenti delle varie Regioni, i nostri uffici periferici e la direzione generale con compiti d’indirizzo e coordinamento. La logica nuova è quella di vedere il paesaggio come opportunità, che non vuol dire fermare le attività e non fare più nulla ma puntare sulla qualità delle trasformazioni”. E in vista del prossimo Giubileo sarà proprio la collegialità a dover fare la differenza. Come spiega l’architetto Alessandra Montenero, ex direttore dei Lavori pubblici di Roma Capitale, “nel Giubileo del 2000 fu proprio questa modalità a fare la differenza, perché solo grazie alla sommatoria di più istituzioni di può avere la garanzia del risultato”.
Beni culturali, addio burocrazia
Parte il rinnovamento normativo ed amministrativo per la tutela e la conservazione del territorio