Politica

"Ecco come il Comune moltiplicava i profughi"

L'ex patron della Eriches racconta come Roma sia arrivata a ospitare il mille per cento d'immigrati in più

Bandi, gare d’appalto, emergenze: il factotum delle cooperative Salvatore Buzzi aveva sempre tutto sotto controllo grazie a quelle che lo stesso indagato chiama «voci di corridoio». E sono proprio le «voci di corridoio» che mettono la Eriches - la cooperativa che si occupa dell’accoglienza ai migranti e che gravita nell’orbita della 29 Giugno - in condizione di aggiudicarsi una buona fetta dei profughi in arrivo nella Capitale. È lo stesso Buzzi che lo racconta ai magistrati nell’interrogatorio del 24 giugno: «Ci sono le proporzioni matematiche ed al Comune di Roma ne sarebbero toccati 250. Il sindaco Marino in un’ottica... insomma Roma è molto grande... Roma decuplica». Decuplicare il numero di migranti però non è semplice: «È una decisione politica - racconta Buzzi ai pm Ielo e Prestipino - presa, credo, dal sindaco e dall’assessore, dicendo che Roma è molto grande, è molto ospitale, 250 so’ pochi, ne possiamo ospitare 2.500, una grande cosa umanitaria fecero insomma, venendo incontro alle esigenze che c’erano per gli sbarchi». A spiegare meglio l’operazione per decuplicare i migranti destinati alla Capitale è una vecchia intercettazione di Odevaine - ex componente del tavolo tecnico sull'immigazione al ministero dell’Interno e sospettato di essere a busta paga di Buzzi - che raccontava, non sapendo di essere ascoltato, la sua verità dei fatti. Una versione che in parte smentisce le dichiarazioni di Buzzi: «I posti Sprar che si destinano ai Comuni in giro per l’Italia fanno riferimento a una tabella tanti abitanti tanti posti Sprar... per quella norma a Roma toccherebbero 250 posti... che è un assurdo... pochissimo per Roma, no?... allora... una mia... un mio intervento al Ministero (inc.) immigrazione (inc.) ha fatto in modo che... lo Sprar a Roma... fosse portato a 2.500». L’aumento del numero di migranti consente alla Eriches di presentatre domanda per circa 500 persone; ma i patti sono cambiati rispetto ai 42 euro giornalieri dei primi progetti e parte della cifra (scesa a 35 euro) deve essere sostenuto dalle stesse coop visto che il comune non vuole avere spese; in corsa per aggiudicarsi i migranti ci sono la Eriches e la domus Caritatis e Buzzi si lamenta del fatto di non essere riusciti a fare cartello al rialzo: «Quindi loro presentano a 28 euro 1.500 posti e noi ne presentiamo a 28 euro, 500 posti, che è un bagno di sangue». L’affare non è quindi molto remunerativo per il gruppo ma l’appalto va preso comunque sia in vista della prossima gara della Prefettura (1.200 posti a 35 euro pieni), sia, ammette Buzzi candidamente «per non fa cresce quell’altro».

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