Politica

Ancora morti in mare. Parte la conta

Barcone si capovolge al largo della Libia con 700 disperati a bordo Recuperati 25 corpi, 400 in salvo, ma ci sono centinaia di dispersi

Nuova strage di migranti nel Mediterraneo al largo della Libia. L’ennesimo barcone zeppo come un uovo - 700 migranti a bordo - che si rovescia, a un passo dalla terra promessa. E centinaia di disperati finiscono in mare e scompaiono tra i flutti, proprio davanti alla nave che li stava soccorrendo. Si temono centinaia di vittime. E se sarà così salirà ancora il triste record di 2mila vittime nei primi primi sette mesi dell’anno, 400 in più risptto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al momento il bilancio è di 25 corpi recuperati e di 400 immigrati tratti in salvo. Ma si continua a cercare. Le operazioni di soccorso sono coordinate dalla sala operativa della Guardia costiera di Roma. Le condizioni del mare erano buone e a causare il capovolgimento del natante sarebbe stata l’agitazione dei passeggeri non appena si sono avvicinate le unità di salvatggio. Dall’imbarcazione era giunto un s.o.s. con un telefono satellitare alla Capitaneria di Catania. Nawal Soufi, la giovane volontaria marocchina che a Catania si dedica all’assistenza degli immigrati e che al cellulare riceve decine di richieste di soccorso dai barconi nel Canale di Sicilia, ha riferito che in una chiamata pervenutale in tarda mattinata si chiedeva assistenza da un barcone con a bordo circa 600 persone. Secondo le prime ricostruzioni, ancora da verificare, il barcone potrebbe essersi rovesciato quando i migranti, alla vista dei mezzi di salvataggio messi in mare dalla nave della Marina irlandese "L.E. Niamh", si sono spostati tutti su di un lato. Nell’area del naufragio la Guardia costiera ha immediatamente dirottato due mercantili e una propria nave, la "Fiorillo". Alle operazioni di salvataggio partecipano anche due unità della Marina militare. Intanto, quattro uomini di nazionalità egiziana sono stati arrestati dagli agenti della squadra Mobile di Crotone in collaborazione con i militari della Sezione navale della Guardia di finanza per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il Comandante Paolo Tallone, Vicepresidente Consiglio Intermedio di Rappresentanza delle Capitanerie di Porto (Co.I.R. CP), nel corso dell’audizione al Comitato bicamerale Schengen, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui flussi migratori in Europa attraverso l’Italia, ha affermato che «è necessario lo status di polizia» per gli uomini delle Capitanerie, «perché ci da la legittimazione. Noi in mare non possiamo arrestare nessuno, neanche uno scafista. Ci stiamo battendo per avere lo status, perché consente in mare la legittimazione all’azione. Non abbiamo le manette, non abbiamo gli sfollagente e quindi i militari sono in difficolta». Il caos, intanto, sul nostro territorio italiano è totale. «Gli sbarchi continuano e bisognerà trovare soluzione a questi problemi» ha detto ieri il prefetto di Roma Franco Gabrielli in audizione in commissione Antimafia. A Cagliari in rivolta un gruppo di circa 120 migranti, quasi tutti rifugiati eritrei, che pretendono di imbarcarsi per raggiungere i parenti in altre nazioni europee (con la Gran Bretagna che alza fili spinati e squinzaglia pure i cani antidroga!). Alcuni sostengono di aver acquistato il biglietto per Civitavecchia. Sono arrivati ieri in tarda mattinata al porto di Cagliari e pretendono di imbarcarsi su un traghetto per la penisola per raggiungere i parenti. Tutti giovani, ci sono anche donne e qualche bambino, fanno parte del gruppo dei 435 arrivati sabato con la nave tedesca Schleswig Holstein. Presidiano l’ingresso delle partenze dei traghetti in via riva di Ponente controllati dalla polizia, 56 di loro arriveranno a Civitavecchia. A Genova tensione tra Forza Nuova che protestava contro l’utilizzo dei locali dell’ex clinica universitaria del San Martino per l’accoglienza dei profughi e cariche di alleggerimento della polizia. Violenta la reazione: cinque i poliziotti feriti.

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