Che ci fa un liberale autentico in un tempio dello statalismo come la Rai? Sorride il neo Consigliere di Amministrazione in quota centrodestra Arturo Diaconale, 70 anni a settembre, direttore de L’Opinione, una lunga militanza in battaglie per la libertà e i diritti della persona. «Liberale autentico? Se sono autentico lo devono dire gli altri, ma di sicuro sono coerente. E in quanto tale eserciterò il controllo liberale all’interno della Rai». Che tipo di azienda si aspetta di trovare? «Conosco abbastanza bene la Rai, con cui mi sono spesso intrecciato in tanti anni di giornalismo. Io credo che in questo Paese non puoi fare il giornalista senza passare attraverso i programmi della Rai o le vicende della Rai. Io credo che l’azienda abbia dei grandissimi meriti, ma anche che si sia eccessivamente burocratizzata nel corso del tempo. Ecco, da liberale sono convinto che uno degli obiettivi sia una sua sburocratizzazione». Dal punto di vista dell’informazione, vede qualche limite? «Difficile dirlo adesso. Il punto di partenza è la consapevolezza che l’informazione della Rai ha svolto un’importante funzione educativa in questo Paese. Detto questo, però, essa va continuamente adeguata alle esigenze del tempo che viviamo. Penso che la Rai abbia delle risorse incredibili, che in molti casi vanno risvegliate e sollecitate. Io, dal mio canto, avrò un approccio umile, studiando molto e cercando di capire, provando a dare un contributo con la mia esperienza di giornalista di lungo corso che ha una buona memoria storica, utile ad individuare eventuali errori». In questi giorni si parla, quasi ossessivamente, di importare in Italia il modello Bbc. Utopia? «Il modello Bbc è espressione di una realtà storico –politica diversa da quella italiana. Pensare di introdurlo acriticamente da noi mi pare un’ipocrisia. Piuttosto, la nostra priorità deve essere applicare le regole della responsabilità e del pluralismo». Secondo lei il pluralismo è in pericolo in questo momento? «I rischi ci sono sempre, e per limitarli serve soltanto che chi è chiamato ad esercitare il controllo faccia il suo dovere. Io lo farò». L’elezione del Cda ha visto una spaccatura del Pd. Sotto quali auspici comincia il vostro lavoro? E sotto quali auspici si arriverà alla scelta del Presidente? «La Rai è da sempre lo specchio della politica nazionale. E sarebbe irrealistico pensare che improvvisamente non sia più così. Questa vicenda riguarda le polemiche interne al Pd. Per far funzionare il meccanismo, visto che ci sarà un Direttore Generale rappresentativo del governo, il Presidente dovrà essere una figura che possa garantire un certo equilibrio».
"Viale Mazzini come la Bbc? Mi pare solo un’ipocrisia"
Parla Arturo Diaconale, neo Consigliere di Amministrazione Rai in quota centrodestra
