Politica

Ufficio immigrazione di Roma

Poliziotti ustionati per salvare un tunisino che si è dato fuoco

L’odore della carne umana bruciata che continua a friggere fino all’arrivo dell’ambulanza, dopo 20 minuti. Le urla. E due poliziotti che spengono le fiamme a mani nude, incuranti delle ustioni, nel tentativo disperato di salvare la vita a un tunisino di 30 anni che si è dato fuoco ieri pomeriggio per protesta dentro l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma zeppo come un uovo. Una scena agghiacciante quella accaduta nell’edificio in via Patini, davanti a 200 immigrati in fila per il permesso di soggiorno. Lo stesso documento che pretendeva a tutti i costi anche il tunisino perché gli era stato notificato un preavviso di rigetto della domanda di regolarizzazione in quanto priva dei necessari requisiti: lui pluripregiudicato e con una collezione di fogli di via, che pretendeva? «Al no é uscito come una furia ed è tornato armato di due bottiglie di alcol che si è versato dalla testa ai piedi» racconta chi lo ha visto andare via e ritornare. Ricoverato al Sant’Eugenio l’immigrato ha ustioni sull’80% del corpo. Curate nell’ospedale dell’Eur anche le mani dei due agenti ustionati.

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