Politica

Torna "il mago" Renzi: "L'Italia sta meglio di un anno fa"

Il premier sfida i dati degli istituti statistici e scrive una lettera pre-vacanziera ai parlamentari di maggioranza "dando i numeri" sui progressi fatti dal governo

I pronostici del premier Matteo Renzi continuano a cozzare con i dati degli istituti di statistica e degli enti internazionali: i primi sono eccezionalmente fantastici, in tutti i sensi, mentre i secondi riportano gli italiani alla realtà come fossero zavorre buttate a mare. Così mentre anche il Fmi ci avverte che per tornare allo stato pre-crisi l'Italia ci metterà più o meno vent'anni e Svimez ci dice senza troppi giri di parole che il meridione è a forte rischio di disoccupazione e desertificazione industriale "il mago" Renzi" lancia il suo verdetto:"L'Italia sta meglio di un anno fa". Il premier lo scrive in una lettera ai parlamentari della maggioranza ai quali dice, sfidando le ire dell'opposizione, che le vacanze che si prenderanno sono "più che meritate". In pratica Renzi sentenzia che non "l'Italia non è più il problema dell'Europa ma contribuisce a risolvere i problemi dell'Europa: la comunicazione sulla flessibilità permette margini di manovra fino a un punto di PIL e la recente vicenda greca ci ha visto come protagonisti di una mediazione cruciale per la Grecia ma forse anche per l'intera area Euro". E poi lancia i dati "migliori": "Dopo undici trimestri negativi il Pil è tornato a crescere. Il turismo cresce soprattutto al sud, come dimostrano anche i dati di oggi. Gli investimenti diretti esteri nel 2014 crollano in Europa (-17%) e aumentano in Italia (+31%) segno che il nostro Paese è finalmente di nuovo attrattivo. I consumi tornano finalmente a crescere, i posti di lavoro aumentano anche se ancora non con l'intensità che vorremmo, i mutui e i movimenti bancari dimostrano che la ripresa non è una chimera. Detta in modo semplice: l'Italia sta meglio di un anno fa".   Poi sprona tutti a "correre di più" all'apertura dei lavori in Parlamento  A settembre, alla ripresa dell'attività parlamentare, "ci sarà da correre ancora più forte. Per concretizzare tutti i nostri sogni, che già stanno diventando realtà, dovremo completare le riforme. Ma non possiamo accontentarci. Se abbiamo fatto tutta questa strada in dodici mesi, vi immaginate dove potremo essere ad agosto 2016?", aggiunge il presidente del Consiglio che sottolinea come sarà indispensabile «sbloccare le tante opere pubbliche incagliate, le tante energie scoraggiate, i tanti talenti inespressi".

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