Politica

Renzi mette in Rai l’autrice di RedTv

Il premier nomina in Cda il suo spin doctor e una portaborse dalemiana DIACONALE: "Viale Mazzini come la Bbc? Mi pare solo un'ipocrisia" - MAZZUCA: "Lasciamo stare gli inglesi e facciamo la nostra tv"

Il primo passo per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Rai è compiuto. La commissione di Vigilanza elegge i sette membri di nomina parlamentare. Si tratta di Carlo Freccero, Guelfo Guelfi, Rita Borioni, Franco Siddi, Paolo Messa, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Per completare il board di viale Mazzini, eletto ancora una volta (e forse per l’ultima: la riforma dovrebbe essere varata in settembre) con la legge Gasparri, mancano due nomi, entrambi di pertinenza del governo. La votazione finale, che riguarderà anche il nome del presidente, è prevista per domani: l’ipotesi di un voto già nella serata di oggi è solo sulla carta. I nuovo Consiglio di amministrazione rispecchia fedelmente gli equilibri dei partiti presenti in commissione di Vigilanza. Freccero ottiene sei voti: quelli del MoVimento 5 Stelle e di Sel. Altrettanti voti anche per Guelfi, espressione della maggioranza renziana del Pd come del resto Rita Borioni (5 voti). Franco Siddi (5 preferenze) viene formalmente proposto dai centristi di maggioranza (Per l’Italia-Centro democratico) e sostenuto da parte del Pd. Arturo Diaconale (5 voti) è eletto grazie al sostegno di FI e FdI, mente Giancarlo Mazzuca (anche lui in quota centrodestra) prende 4 voti, tra cui quelli della Lega e dell’Alleanza Liberalpopolare di Verdini. Paolo Messa, infine, viene eletto con 4 voti da Alleanza Popolare (Ncd-Udc). Nel Cda figurano quindi quattro giornalisti: l’ex segretario generale della Fnsi Siddi, l’ex direttore de Il Giorno ed ex parlamentare Pdl Mazzuca, il fondatore di Formiche e spin doctor Messa e l’ex direttore de l’Opinione Diaconale. Polemiche invece per le scelte renziane che mandano su tutte le furie la minoranza Dem che aveva proposto l’ex direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli impallinato dalla maggioranza che gli preferisce Guelfi e Borioni. Il primo è un fiorentino fedelissimo di Renzi di cui è stato spin doctor di numerose campagne elettorali, attuale presidente del teatro Puccini di Firenze e già direttore creativo di Florence Multimedia (società creata dal premier ai tempi in cui era presidente della Provincia di Firenze per affidargli la comunicazione dell’ente) e dirigente di Toscana Promozione. Rita Borioni è un’ex dalemiana e orfiniana doc. È stata infatti vice di Orfini dall’aprile 2010 al dicembre 2013, quando l’attuale presidente Pd era responsabile Cultura del partito. La Borioni, laureata in Storia dell’arte, vanta un curriculum da portaborse di lungo corso: attualmente è assistente parlamentare del senatore ultrarenziano Marcucci, in passato ha lavorato per 11 anni come collaboratrice in commissione Cultura alla Camera per il gruppo dei Ds e per altri 5 alla commissione Cultura del Senato, sempre nel gruppo Ds. Un prodotto di partito cui non è mancata una breve esperienza da autrice a RedTv . Per la figura del presidente in pole ci sarebbe l’ex MontePaschi di Siena Antonella Mansi, un nome gradito anche a Berlusconi e a Verdini e che in Vigilanza dovrebbe arrivare ai fatidici 27 voti necessari per l’elezione. Come dg resta favoritissimo Andrea Campo Dall’Orto, «papà» di Mtv.

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