È compito del Ministro della Giustizia esprimere un parere sulla grazia. Personalmente credo che dal punto di vista tecnico-giuridico nel caso di Antonio Monella ci possano essere i presupposti per esprimere un parere favorevole alla concessione della grazia. Infatti lo stesso Magistrato di sorveglianza di Brescia ha accolto la richiesta di differimento dell'esecuzione sulla prognosi della "non improbabile concessione del richiesto provvedimento clemenziale", rimarcando come il delitto fosse maturato in "circostanze del tutto particolari"». Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia del Governo Renzi, in questa intervista scuote l'inazione della politica sulla grazia ad Antonio Monella, in carcere dall'8 settembre 2014. Adesso la palla passa al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando: se è favorevole alla grazia batta un colpo. Otto anni di processi, tre condanne, un pellegrinaggio in carcere dei politici per andarlo a trovare ma lui resta dentro. Perché la grazia non arriva? «La grazia è un istituto delicato: la sua applicazione richiede un'attenta analisi della vicenda che riguarda il soggetto che eventualmente ne beneficerà. Credo che sia fondamentale partire da una ricostruzione fedele della vicenda giudiziaria che riguarda Monella, esaminando tutti gli elementi. C'è una sentenza della Corte di Assise di Appello di Brescia, divenuta irrevocabile, che lo condanna a una pena di circa sei anni per aver ucciso, con un fucile posseduto regolarmente, un cittadino albanese, a seguito del furto della sua auto e a un tentativo di furto nella propria abitazione. Altro elemento è il fatto che Monella sta scontando la pena in carcere dall'8 settembre del 2014, ben otto anni dopo aver commesso il fatto. Ribadisco, credo ci siano i presupposti per la grazia. L'autorità giudiziaria ha sottolineato che a spingere Monella a compiere il gesto abbiano concorso l'ansia scaturita dal furto all'interno della propria abitazione e l'allarme per gli episodi di rapine e furti che si erano verificati nella zona. Inoltre il Monella era incensurato e la Corte d'Assise di Appello di Brescia ha ridotto la pena di primo grado concedendo il massimo dello sconto previsto. Va poi aggiunto che Monella si è messo in campo in prima persona per risarcire i familiari delle vittime con una rilevante somma di denaro. Questi sono tutti elementi oggettivi da valutare». Oggi si fa un gran parlare di immigrazione e gli italiani, purtroppo, son convinti che a pagare siano sempre gli onesti. Lei cosa dice? «È innegabile che negli ultimi anni il bergamasco e i territori limitrofi siano stati interessati da innumerevoli furti, che hanno riguardato abitazioni e negozi, spesso sfociando in episodi di violenza a danno dei cittadini. Per rispondere a questi episodi e per garantire maggiormente sicurezza e certezza della pena, il Governo ha presentato emendamenti al disegno di legge per la riforma del processo penale che prevedono l'innalzamento delle sanzioni per furto e rapina in abitazione, reati che destano preoccupazione nei singoli e un senso di allarme nella collettività. I cittadini devono sentirsi sicuri e questa è una priorità per il Governo. Io punterei sul perfezionamento del Testo unico sull'immigrazione, agendo sull'istituto dell'espulsione dell'immigrato colpevole di reato come sanzione sostitutiva della pena, ampliandone l'ambito di applicazione nei presupposti normativi ed agevolandone le modalità attuative». Legittima difesa: non crede sia arrivato il momento in Italia di seguire la legislazione degli Stati Uniti, poche regole e chiare? «La legittima difesa esiste da sempre nel nostro ordinamento. Per contrastare il dilagante fenomeno dei furti e delle rapine nelle abitazioni private e negli esercizi commerciali il legislatore ha già modernizzato la norma, legittimando l'uso dell'arma detenuta legalmente per difendere la propria incolumità o i beni propri o altrui nei casi di delitti commessi con violazione di domicilio».
"Grazia all’imprenditore che uccise un bandito"
"Il ministro Orlando dia parere favorevole"
