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Gli immigrati morti in mare sono 8.607

Assassinati dagli scafisti delle coste nordafricane Annegati o uccisi dalla fame, dal freddo e dalla sete In un dossier la storia della mattanza infinita La guerra per i bimbi ostaggio in Congo

Un cimitero d’acqua per 8.607 immigrati. Questo è diventato il Mediterraneo negli ultimi 15 anni. Secondo i dati forniti dalla Vrije Universiteit di Amsterdam, infatti, dal 1990 al 2013, ben 3.188 disperati sono morti nel tentativo di attraversare quel tratto di mare. Ai quali vanno aggiunti i 3.419 del 2014 (più dei 13 anni precedenti) e i 2mila dei primi sette mesi del 2015 (nello stesso periodo dell’anno scorso sono stati 1.607). Una catastrofe umanitaria senza fine che né l’operazione Mare Nostrum, poi abbandonata per evidente inefficacia, né Triton, che l’ha sostituita, sono riusciti a fermare. L’Ateneo olandese, sulla base della documentazione ricevuta dalle autorità italiana, spagnola, maltese, di Gibilterra e Grecia, ha stilato la sua "tabella della morte", rivelando che le cause del decesso, nel periodo preso in considerazione, sono state il freddo, la fame e la sete, il soffocamento e l’arresto cardiorespiratorio. Molti immigrati, però, sono morti ammazzati per mano di scafisti senza pietà o di altri clandestini. Fra le vittime ci sono vecchi e bambini, donne e uomini. Molti i corpi non identificati. I luoghi di provenienza sono quelli noti: l’Africa e il Medio Oriente, l’Asia e i Balcani. La morte, per chi ha cercato di trovare la salvezza attraverso il mare, non ha fatto distinzione.   ETÀ E GENERE I clandestini sopra i 41 anni periti nel Mediterraneo sono stati 117, di cui 15 donne e 102 uomini. Ben 277 i morti che avevano un’età compresa fra i 31 e i 40 anni: 33 femmine e 244 maschi. Tra i 21 e i 30 anni sono deceduti 1.106 disperati. Ben 144 di loro erano di sesso femmine, mentre 962 di sesso maschile. Purtroppo fra le vittime ci sono stati anche i ragazzini fra gli 11 e i 20 anni: 360 vittime. Settantasei femmine e 284 maschi. Infine i 64 morti più tristi, quelli da zero a dieci anni: 28 femmine e 36 maschi.   PROVENIENZA E CAUSE Ben 156 vittime arrivavano dal Medio Oriente, e cioè Iran, Iraq, Siria, Kurdistan, Turchia e Palestina. I morti provenienti dall’Asia (India, Afghanistan, Indonesia, Pakistan, Filippine, Sri Lanka e Georgia) sono stati 192, e 214 quelli avevano lasciato i Balcani in cerca della salvezza, partiti da Albania, Romania, Bulgaria, Jugoslavia (prima dello smembramento post-guerra), Kossovo, Macedonia, Bosnia-Herzegovina. Il numero di morti provenienti dal Nord Africa (Algeria, Libia, Egitto, Marocco e Tunisia) sono stati 572. Infine, quelli dell’Africa subsahariana: ben 751. Avevano lasciato l’Angola, il Burkina Faso, Costa d’Avorio, Camerun, Eritrea, Etiopia. Ma anche Gambia, Comore, Congo, Guinea, Liberia, Mali, Mauritania, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Zimbabwe. Le cause delle morti documentate dall’università olandese sono di vario tipo. Per soffocamento se ne sono verificate 51 e per disidratazione e inedia 67. Ben 76 persone sono decedute per arresto cardiorespiratorio (anche shock settico e traumatico, embolia e infezione polmonare, ecc), 116 per violenza e lesioni subìte (trauma cranico, emorragia interna, schiacciamento, ecc) e 145 per ipotermia.   MORTI ITALIANE La Vrije Universiteit di Amsterdam ha registrato i decessi documentati dalle autorità italiane, rivelando che le regioni interessate sono Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania e Marche. In terra siciliana, ad esempio, le segnalazioni di decessi sono arrivate anche da Pozzallo, Scicli, Noto, Siracusa, Catania, Gela, Porto Empedocle, Agrigento e Canicattì. Ma anche Mazara del Vallo, Marsala, Trapani, Palermo e Alcamo. In Calabria, invece, da Reggio, Africo, Roccella Ionica, Locri, Siderno. Ma anche da territori posti più a nord, come Catanzaro, Crotone, Sellia Marina, Cariati, ecc. La Puglia ha certificato decessi a Gallipoli, Otranto, Lecce, Ostuni e Brindisi. Ma anche Fasano, Monopoli, Bari, Molfetta, Trani, Barletta e Peschici. In Campania le morti sono state documentate solo a Napoli.

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