Caro direttore, ho letto dell’iniziativa del sindaco di Telgate dei 37 euro ai poveri italiani e ho sentito la necessità di sfogarmi. Mi perdoni ma ho perso il lavoro da due anni. Mia moglie è una casalinga. Abito al Sud, con lo stipendio da operaio ho sempre assicurato una vita dignitosa alla mia famiglia. Oggi vedo invece il destino scivolare inesorabilmente verso uno stato di povertà. Senza reddito sarà impossibile continuare a pagare il mutuo della piccola casa comprata con sacrifici giganteschi. Gli aiuti del mio Comune sono ridotti al lumicino. E oggi conto solo sugli spiccioli dei miei genitori, pensionati sociali. Sono stanco, glielo confesso. Alla fiducia si sta sostituendo la rassegnazione. Quand’ho letto di questo sussidio giornaliero garantito ai profughi ho iniziato a scrivere al sindaco ma poi ho buttato la penna e strappato il foglio. Sono un cittadino italiano, mi sono detto, e voglio ancora avere il coraggio di dire no alla miseria perché è impossibile accettare l’idea di non avere un’opportunità. Mi sono dato un po’ di tempo ma se dovesse scorrere invano, spero che Dio mi aiuti ad avere quella forza che ora sta vendendo meno
Disperato e senza più futuro
di Gianfranco P.