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Cambiamo gli statali. Parola di Renzi

Il premier a Tokio: giovedì chiudiamo la riforma della pubblica amministrazione

Cambiamo gli statali. Parola di Renzi

Matteo Renzi ospite alla trasmissione Ballarò

Arriva da Tokio dove è in visita ufficiale l’annuncio del premier su uno dei tasselli più importanti per il rilancio del Paese. E cioè l’approvazione finale del disegno di legge che innova profondamente la struttura di ministeri ed enti locali. «Mercoledì o giovedì approviamo la riforma della pubblica amministrazione, che è una bella novità. Poi ci saranno i decreti attuativi» ha spiegato il Renzi incontrando la comunità italiana. Un insieme di norme che prendono il nome dal ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione Marianna Madia e che corre da oltre un anno nei corridoi parlamentari. E che a meno di sorprese finale potrebbe iniziare a mettere un po’ di sprint alle decisioni della macchina burocratica italiana. Ecco cosa cambia.

 

 

DIRIGENTI LICENZIABILI

I manager pubblici potranno essere mandati via dalla Pubblica amministrazione ma bisognerà almeno aver avuto un incarico ed essere stati valutati negativamente. Per non essere licenziato il dirigente pubblico potrà chiedere di essere «demansionato» a funzionario. Quanto al rinnovo degli incarichi saranno cancellati gli automatismi in vigore finora. Le proroghe dovranno essere giustificate da un giudizio positivo. Si pongono anche le basi per definire una quota di accesso unica per gli esterni (si parla di un tetto del 10%). Tra le novità' anche lo stop a incarichi direttivi per gli avvocati di stato più anziani, mentre si allargano le maglie per le collaborazioni da affidare ai pensionati (potranno superare la durata di un anno se non coincidono con posizioni di vertice.

 



INFORMAZIONI APERTE
Si allarga a tutti i cittadini il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati pubblici. Saranno aperti gli archivi pubblici per consentire un possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Sono previste sanzioni per le amministrazioni inadempienti ma saranno definiti dei paletti, per tutelare interessi pubblici e privati.

 



TEMPI PIÙ VELOCI

In arrivo anche la norma che in 90 giorni permetterà di avere un sì o un no dalla pubblica amministrazione con una sforbiciata sui tempi della burocrazia in caso di opere di interesse generale.

 

 

FINE DEL PRA

Vicino il trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero Infrastrutture e Trasporti, che già gestisce la Motorizzazione Civile. Si va verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà con un solo libretto

 

 

NUMERO PER LE EMERGENZE

Arriva il numero unico per chiedere aiuto. Sarà il 112 (lo stesso in tutta Europa). L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato. Addio quindi tutti gli altri numeri, tra cui gli storici 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 118 (soccorso sanitario).

 

 

ADDIO FORESTALE

Il ddl pone le basi per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza in pole i Carabinieri. Il capitolo sicurezza prevede un riordino di tutte le forze

 

 

 

CONCORSI

Viene sancita l'importanza dell'inglese la cui conoscenza dovrà sempre essere verificata. Si va poi verso un polo unico per le selezioni che saranno sempre più centralizzate.

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